sabato 28 dicembre 2019

Gioia del Colle Primitivo D.O.C. "17 Vigneto Montevella" 2010 - Cantine Polvanera

Buona serata a tutti gli appassionati di vino!

La Puglia fino ad una trentina di anni fa o poco più era, enologicamente parlando, conosciuta per essere una Regione con un'altissima quantità di vino prodotto, utilizzato però soprattutto come "vino da taglio".
Il Primitivo, vitigno autoctono coltivato in molte zone di questa Regione ne era, anche grazie all'alta gradazione alcolica dei vini con esso prodotti,  il maggior rappresentante.

Oggi, dal punto di vista qualitativo, le cose sono notevolmente cambiate per il vino prodotto dal "tacco del nostro stivale" e il Primitivo non ne fa eccezione.

Oggi è il turno del Gioia del Colle Primitivo D.O.C. "17 Vigneto Montevella" 2010 prodotto dalle Cantine Polvanera.

Ottenuto da uve Primitivo "in purezza", provenienti dal Vigneto Montevella, piantato circa 70 anni fa in agro di Acquaviva delle Fonti, su terreni di natura limoso-argillosi.
L'uva viene raccolta manualmente, in cassetta, nelle prime 2 settimane di Settembre e dopo la pigiatura, segue un periodo di macerazione di 4 settimane; la fermentazione alcolica avviene in vasche d'acciaio inox ad una temperatura di 25° C.  a cui seguono 24 mesi di affinamento in acciaio inox ed un anno in bottiglia.

Alla Vista è rosso rubino granato scuro;

al Naso e intenso, elegantissimo, etereo, con un bouquet molto ampio, contraddistinto da molta balsamicita', sentori fruttati di ciliegia Bigarreau matura, speziati di noce moscata e pepe nero, minerali di grafite, floreali di potpurry e note di sottobosco quali foglie secche,  terra bagnata e humus.

In Bocca e grandioso, freschissimo, glicerico, con un'esplosione di balsamicita', equilibrato e armonico nonostante l'elevata gradazione alcolica (16,5%); corpo possente con tannini "nobili" ancora in evidenza che cominciano adesso ad amalgamarsi ed integrarsi.
Coerente con quanto sentito al naso, con la balsamicità, la mineralità e le spezie che la fanno da padrona; molto persistente con un finale balsamico-speziato piacevolissimo.

Chapeau!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


mercoledì 25 dicembre 2019

Oltrepò Pavese Cruasè D.O.C.G. "Suspir" 2014 - La Piotta Padroggi

Buona serata e buon Natale a tutti gli appassionati di vino! 

Tra le varie uscite enologiche a cui spesso mi dedico, qualche mese fa recandomi nell'Oltrepò Pavese, mi sono recato presso l'Azienda Agricola La Piotta-Padroggi. Tra i vini che ho assaggiato, c'era anche il vino che Vi illustrerò oggi: l'Oltrepò Pavese Cruasè D.O.C.G. "Suspir" 2014.

Ottenuto da uve Pinot Nero al 100%, vendemmiate nell'ultima decade di Agosto e accuratamente selezionate; dopo la "pigiodiraspatura", vengono vinificate con la tecnica della "criomacerazione" per 20 ore a 6-8° C.
La primavera successiva il "vino base" viene imbottigliato con l'aggiunta di lieviti e zucchero per la presa di spuma. Dopo circa 24 mesi "sui lieviti" viene sottoposto a "sboccatura" e ritappato per la vendita, che avviene dopo qualche altro mese di riposo.

Alla vista è di color buccia di cipolla molto intenso con catenelle di bollicine fini e continue.

Al naso e intenso molto particolare con note di mela ossidata, caramello, liquore di lamponi e fragoline di bosco, petali di rosa secchi, potpourri e accenni di rabarbaro.

In bocca è sapido, abbastanza fresco, glicerico, corrispondente a quanto sentito al naso; abbastanza armonico, persistente con un finale amarognolo di caramella al rabarbaro.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 22 dicembre 2019

Offida Rosso D.O.C.G. 2015 "Mida" - Az. Agr. Allevi Maria Letizia

Buone Feste Natalizie a tutti!

Le Marche, bellissima Regione del Centro Italia, oggi "fucina" di ottimi vini sia rossi che bianchi, tra cui la Denominazione "Offida D.O.C.G.", il cui Disciplinare contraddistingue alcuni vini di questa zona. 
Il vino di oggi è proprio l'Offida Rosso D.O.C.G. 2015 "Mida" prodotto dall'Azienda Agricola Allevi Maria Letizia.
Uve Montepulciano in purezza provenienti da vigneti con età media di 20 anni, impiantati in terreni argilloso-sabbioso-limoso, con una resa di uva di 40 q.li/ha; la vendemmia avviene ad Ottobre.
La fermentazione alcolica è svolta in acciaio, per poi affinare 18 mesi in barrique e  riposare altri 6 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio.

Alla Vista è rosso violaceo molto scuro e impenetrabile;

al Naso è elegante, intenso, balsamico, vinoso, con sentori ancora molto giovani di intriganti sentori di bosco come more, mirtilli, bacche di ginepro, note terrose di humus e foglie secche e, dopo la rotazione del bicchiere, fuoriescono anche cuoio e noce moscata.

In Bocca è sapido, freschissimo, teso, equilibrato, glicerico, armonico, con un tannino nobile ed importante, ancora un po' spigoloso, ma che comincia ad affinarsi e ad amalgamarsi; coerente con quanto sentito al naso ma in bocca la parte speziata si sente molto di più con sapori anche di pepe bianco e nero. Molto persistente, con un finale balsamico-speziato molto piacevole.

E' un vino che può tranquillamente invecchiare ancora almeno per altri 5-7 anni e forse più, con ottime prospettive evolutive.

Gran bel vino! Complimenti al Produttore!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 8 dicembre 2019

Abruzzo Pecorino D.O.C. "Eqwo" 2016 - Tenuta Terraviva

Buonasera e buon appetito a tutti!

Oggi siamo "virtualmente" in Abruzzo, per assaggiare un vino prodotto con uno dei vitigni principe di questa zona, il Pecorino; Vi descriverò l'Abruzzo Pecorino D.O.C. "Eqwo" 2016  della Tenuta Terraviva, un'Azienda che produce in regime di Agricoltura Biologica.

Pecorino al 100%, raccolta manuale che viene effettuata solitamente nella seconda decade di Settembre; la fermentazione alcolica avviene con lieviti indigeni a 22°C, per poi maturare 6 mesi in acciaio e affinare altri 3 mesi in bottiglia.

Com'è:

Alla Vista è un bellissimo giallo paglierino dorato molto luminoso;

al Naso è intenso, elegante, con note minerali e balsamiche in primo piano, a cui fanno seguito note agrumate di cedro e bergamotto, speziate di pepe bianco, zenzero, topinambur e coriandolo e qualche sentore erbaceo.

In Bocca è fresco e sapido; appena messo in bocca si percepiscono tutte le note sentite al naso. Purtroppo però nel centro bocca il vino non si esprime bene, lasciando un senso di ”vuoto” per una  disarmonia a livello alcolico che non è controbilanciata dal corpo e dalla glicerinita' tipica del Pecorino. Nel finale, non tanto lungo, fuoriescono soprattutto però le note verdi ed erbacee, che al naso erano appena percepite, oltre a qualche accenno balsamico.

Il grado alcolico di questo vino è, per un Pecorino, basso (12°), nonostante ciò lo rende non armonico; questo mi fa pensare che le uve al momento della raccolta non fossero alla giusta maturazione quindi e l'alcol prevale sugli altri fattori di equilibrio e, le note verdi date dall’uva non sufficientemente matura, aggravano questa sensazione di squilibrio.

Peccato, al naso prometteva molto e le aspettative erano molto alte!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

Oltrepo' Pavese Cruase' D.O.C.G. "Torre degli Angeli" 2014 - Az. Agr. Camillo e Filippo Dal Verme

Buona serata a tutti i lettori di VinoDegustando!

Durante una delle mie visite di Cantine, in questo caso svolta nell'Oltrepò Pavese insieme a mia moglie, ci siamo recati presso l'Azienda Agricola Camillo e Filippo dal Verme; si tratta di un'Azienda Agricola Biologica, la cui attività principale è l'allevamento di bovini di razza Limousine e di galline per la produzione di pulcini. Quella enologica è invece un'attività ripresa recentemente reimpiantando vine laddove nel passato erano già coltivate; producono soltanto Spumanti di cui tre Metodo Classico e uno Charmat "lungo" (se volete leggere anche altri Post che ho pubblicato di altri vini di quest'Azienda, andate a vedere quelli del 16 Luglio e 20 Ottobre 2019).

Quello di oggi è l'Oltrepo' Pavese Cruase' D.O.C.G. "Torre degli Angeli" 2014, ottenuto con uve Pinot Nero in purezza provenienti da vigneti piantati in terreni argilloso-calcarei posti a circa 500 mt. s.l.m. e raccolte manualmente verso i primi di Settembre; resa di uva di circa 60-80 q.li per ha.
La vinificazione avviene dopo una soffice pressatura delle uve e la fermentazione alcolica dura 15 gg a basse temperature; permane sulle bucce nobili per 3 mesi con frequenti "batonnage". In primavera viene imbottigliato per la "presa di spuma", dove vi permane per 18 mesi prima di essere "degorgiato".

Alla vista è un bel rosa antico salmonato con abbondante e fine perlage

Al naso è intenso elegante con sentori di petali di rosa, albicocca disidratata, ribes, pompelmo rosa e clementina, oltre a una leggera nota di mela ossidata e ruggine.

In bocca è sapido fresco molto teso e verticale con le note agrumate in primissimo piano, seguite da una nota speziata di pepe bianco e tanta balsamicita'; armonico è persistente con le bollicine setose che accarezzano lingua e papille. Nel finale si percepisce anche un gusto leggermente abboccato di rosolio.

Spumante molto piacevole da bere come aperitivo o accompagnando piatti di pesce o di carne bianca.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

sabato 30 novembre 2019

Cannonau di Sardegna d.o.c. "Mamuthone" 2011 - Giuseppe Sedilesu

Buona serata amici appassionati di vino!

Enologicamente parlando, come già detto altre volte, il nostro "Stivale" è caratterizzato da una miriade di vitigni autoctoni e questo è, e deve essere il nostro vantaggio competitivo; anche la bellissima Sardegna non è da meno. 
Oggi parleremo di un vino prodotto da Cannonau in purezza, vitigno  coltivato anche in altri Paesi, come ad esempio in Francia dove risponde al nome di Grenache.

Le uve provengono da vigneti impiantati ad alberello, con una resa di 50 q.li ha, vendemmiate in Ottobre.
Pressatura soffice, fermentazione spontanea con macerazione sulle bucce di 12-15 gg., maturazione per 12 mesi in botti da 40 hl. e un affinamento in bottiglia di 3 mesi.

Alla Vista è rosso rubino, appena tendente al granato ma molto luminoso;

al Naso è elegantissimo, balsamico, abbastanza intenso, con sentori di frutti di bosco neri come mirtillo e mora, bacche di mirto, potpourri, grafite, cuoio, humus e foglie secche.

In Bocca è sapidissimo, fresco, armonico ed equilibrato, con una componente glicerica importante che lo rende pieno e rotondo; corpo possente con tannini nobili, fini e setosi, coerente con quanto sentito al naso, con un finale molto lungo improntato soprattutto sulla sulle bacche, tanta mineralità e un tocco di liquirizia.

Gran vino! Complimenti Giuseppe!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

lunedì 25 novembre 2019

Tintilia del Molise doc 2012 - Di Majo Norante

Buonasera e buone degustazioni a tutti!

Questa sera assaggeremo un vino proveniente dalla Regione più piccola del nostro Sud Italia, il Molise; seppur piccola, dal punto di vista enologico è caratterizzata anch'essa da molteplici vitigni autoctoni, di cui tutto il nostro Paese è ricchissimo. 
Oggi parleremo di un vino ottenuto proprio da una di queste uve: il Tintilia del Molise D.O.C. 2012 prodotto da Di Majo Norante.

Tintilia in purezza provenienti da un vigneto impiantato 22 anni fa in terreni argillosi posti a 300-350 mq s.l.m.; produzione 80 q.li/ha di uva, macerazione sulle bucce per circa un mese, fermentazione malolattica completa, affinamento parte in botte e parte in acciaio a cui seguono altri 6 mesi in bottiglia.

Alla Vista è rosso rubino cupo con unghia appena tendente al granato.

Al Naso è intenso, elegante, vinoso, molto ampio,  con sentori di frutti neri come mora, mirtillo, ciliegia Bigarrau, prugna disidratata, balsamici di china e bacche di ginepro, terrosi di humus e foglie bagnate, minerali di grafite e animali di cuoio.

In Bocca è freschissimo, sapido, teso, glicerico, corrispondente a quanto sentito al naso, corpo imponente con tannini setosi e ben amalgamati.
Molto persistente, con un finale principalmente caratterizzato dalle componenti minerali-balsamiche.

Gran bel vino da abbinare a piatti di carne rossa, selvaggina, stufati, formaggi stagionati.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

giovedì 21 novembre 2019

Vino Rosso 89/90 2016 - Azienda Agricola La Piotta Padroggi Luigi e figli

Buonasera a tutti!

Tra le zone vitivinicole della Lombardia c'è l'Oltrepo Pavese, con le sue colline particolarmente vocate alla coltivazione del Pinot Nero per la spumantizzazione. Queste colline sono una zona però, in cui i vini Rossi trovano il loro Terruar naturale da sempre; oggi assaggeremo un vino rosso, la cui uva principale rappresenta il vitigno autoctono principale di questa zona.

Prodotto infatti da Barbera al 70% e Cabernet Sauvignon per il restante 30%, stiamo parlando del Rosso "89/90" 2016 prodotto dall'Azienda Agricola La Piotta di Luigi Padroggi e figli.
Le uve, una volta raccolte e selezionate, subiscono una pigiodiraspatura e il mosto viene avviato alla fermentazione con le bucce a temperatura controllata per 15-20 gg. Dopo la fermentazione alcolica e la svinatura, segue un affinamento di 12 mesi circa in tonneau.

Alla Vista è color rosso molto intenso e cupo, tendente al violaceo;

al Naso è molto intenso, abbastanza elegante, con note fruttate di more e mirtilli, ciliegia bigarreau matura, pepe nero, sentori terrosi di sottobosco quali humus, foglie secche e terra bagnata e qualche accenno minerale di grafite.

In Bocca è fresco, sapido, non perfettamente armonico in quanto caratterizzato da un'acidità un po' aspra e grezza, quasi come se la fermentazione malolattica non fosse stata portata a termine; coerente con quanto sentito al naso, molto persistente, con un corpo importante e tannini affinati e ben amalgamati. Nel finale esce anche la liquirizia e accenni balsamici.

Vino di buona qualità che si fa bere piacevolmente con un bel piatto di pasta al ragù di carne.

Buone degustazioni a tutti!

D. B.

venerdì 1 novembre 2019

Montefalco Sagrantino d.o.c.g. "Colle Grimaldesco" 2006 - Azienda Agricola Tabarrini

Buona serata e buon lungo weekend a tutti i lettori di VinoDegustando!

Tra le Regioni del nostro "Stivale", che reputo più belle in assoluto, c'è sicuramente l'Umbria; piccola regione del centro Italia, ricca di storia, cultura e architettura, oltre che zona vocatissima per la produzione di vini sia rossi che bianchi.

La degustazione di oggi riguarda quello che è considerato il Rosso per eccellenza di questa Regione: il Montefalco Sagrantino D.O.C.G. e precisamente Vi racconterò  il  "Colle Grimaldesco" 2006 dell'Azienda Agricola Tabarrini.


Prodotto con uve Sagrantino in purezza, provenienti da vigneti impiantati nel 1998 in terreni argillosi, ricchi di limo e ciottoli di fiume, esposti a Sud/Sud-Est e situati a circa 420 mt s.l.m. 
Produzione di uva 40 q.li/ha.
Dopo la pigiatura segue una macerazione sulle bucce per oltre un mese, una successiva maturazione di 36 mesi in botti grandi di rovere francese e un affinamento finale di 12 mesi in bottiglia. 

Alla Vista è di un bellissimo color Rubino molto carico appena tendente al granato;

al Naso è intenso, elegantissimo, etereo, balsamico, glicerico, con un bouquet molto ampio che spazia dai profumi fruttati di prugna e albicocca disidratate, mora e mirtillo, passando da sentori animali di cuoio, di sottobosco come humus, terra bagnata e foglie secche, per finire con note minerali di grafite e goudron.

In Bocca è freschissimo, sapido e, nonostante i suoi 15°, equilibrato e armonico, corrispondente a quanto sentito il naso con un aggiunta di note speziate di pepe nero; corpo imponente con tannini nobili, affinati ma ancora leggermente aggressivi. Molto persistente, con un finale tutto basato sulla balsamicità, le spezie e le note minerali.

Grande vino! Da bere in meditazione, oppure abbinato a piatti di selvaggina, brasato, stracotto d'asino, ecc.

E come sempre..........buone degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 20 ottobre 2019

Spumante Metodo Classico Oltrepò Pavese D.O.C.G. Pas Dosé Pinot Nero "Torre degli Alberi" 2015 - Az. Agr. Filippo e Camillo dal Verme

Buona sera e buon week end!

Girando per piccole Cantine, abbastanza spesso mi capita d'incontrare personaggi dei più vari, però sempre fortemente appassionati del loro lavoro di Produttori vitivinicoli.

Per la degustazione di oggi, un po' di tempo fa, mi sono recato con mia moglie in quel dell'Oltrepò Pavese e precisamente a Ruino presso l'Azienda Agricola Torre degli Alberi dei fratelli Filippo e Camillo dal Verme.

Ci ha ricevuto Camillo, uomo distinto, di famiglia Nobile e di elevata cultura: anche se vestito con abiti da lavoro, il suo stile faceva trasparire l'estrazione della sua famiglia di Conti.
Veramente la loro attività principale consiste nell'Allevamento di Bovini razza Limousine e di galline per la produzione di pulcini di alta genetica; la produzione enologica è stata intrapresa invece, abbastanza di recente, andando a reimpiantare le vigne su terreni in cui tanti anni fa già c'erano.

Ma veniamo ora al vino di questa sera: uno Spumante Metodo Classico Oltrepò Pavese D.O.C.G. Pas Dosé Pinot Nero 2015, ottenuto con uve 100% Pinot Nero provenienti da vigneti situati in alta collina a 500 m slm, con esposizione Sud e terreno argilloso con elevato tenore di calcare; il microclima è mite, asciutto, con buona ventilazione e forti escursioni termiche giorno/notte. 
La produzione di uva è 60-80 q.li/ha, ottenuta in regime di Agricoltura Biologica, con inerbimento controllato meccanicamente e concimazione con letame prodotto in azienda e senza uso di diserbanti ed antiparassitari chimici. 
La raccolta avviene manualmente in piccole cassette, di solito verso i primi di Settembre.
Le uve, dopo una soffice spremitura, subiscono un immediato abbattimento termico e la successiva fermentazione alcolica a basse temperature dura circa 15 giorni e lo stazionamento sulle fecce nobili, con frequenti batonnage, circa 3 mesi; la permanenza in bottiglia sui lieviti è di circa altri 24 mesi. 

 Alla Vista è paglierino con lievi riflessi rosa antico e perlage molto fine con catenelle non abbondanti ma continue;

Al Naso non è tanto intenso e nemmeno ampio, ma elegante e caratterizzato da sentori di mela Annurca ossidata, note minerali e floreali di rosa;

in Bocca e freschissimo, sapidissimo, corrispondente al naso con le note floreali e minerali che si esprimono molto bene in un finale molto persistente.

La freschezza è sicuramente la caratteristica prevalente di questo vino.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

mercoledì 16 ottobre 2019

VIGNA O CANTINA?......... ALCUNE RIFLESSIONI

Buonasera a tutti gli appassionati del buon bere!

In campo enologico, come in tanti altri settori, a volte si creano fazioni e schieramenti su vari argomenti; oggi volevo fare con tutti voi alcune considerazioni in merito al fatto che siano meglio i vini cosìddetti “fatti in vigna” oppure quelli “fatti in cantina”, intendendo i primi quelli la cui qualità è ottenuta prevalentemente in campo, quindi per merito dell'Agronomo o del Vignaiolo (basse quantità di uva/ha, accorgimenti agronomici, rispetto della vigna, attività Agronomiche manuali, bassi utilizzi di sostanze chimiche, ecc.) i secondi quelli i cui meriti spettano invece prevalentemente all'Enologo.

Tengo a precisare che per me, qualsiasi generalizzazione o estremizzazione è di per sé sbagliata e che, considerare che le due macro-fasi della produzione del “nettare di Bacco”, possano essere separate e considerate come parti contrapposte, è sbagliato e fuorviante; se è vero che in vigna è molto importante produrre un uva sana, matura al punto giusto e possibilmente col minor impatto ambientale possibile, è altrettanto vero che questa materia prima deve essere trasformata al meglio in cantina.

Se però in Cantina si utilizza troppa tecnologia, tecniche “forzate” di vinificazione e soprattutto chimica, il risultato è che si va a modificare notevolmente o addirittura radicalmente il vino ottenuto, tanto da renderlo standardizzato e non più rappresentativo della tipologia e/o denominazione a cui appartiene.  Per esempio, anche l'utilizzo di lieviti selezionati, con cui si favoriscono la formazione di specifici profumi ed aromi, tende ad “appiattire” ed "omogeneizzare" i vini così prodotti, proprio perché ogni lievito dà al vino specifiche note.

Ci sono Enologi molto in gamba che riescono ad ottenere, anche da uve di non eccezionale qualità, vini di grande livello, perché con la loro esperienza e le tecnologie che oggi hanno a disposizione, a volte “molto spinte”, per un utilizzo in alcuni casi eccessivo della chimica, riescono a modificare tutti i parametri che in un vino devono essere in equilibrio tra loro, ottenendo quello che si sono prefissati di ottenere. La conseguenza di questo è che ogni anno, producono vini con le stesse caratteristiche, cosa che altrimenti non sarebbe possibile, dato che ogni annata è climaticamente diversa dall'altra e, come tutti sappiamo, il clima dell'annata incide notevolmente sulle caratteristiche dei vini.

Personalmente penso che le due parti siano entrambe importanti, ma sono tra coloro che ritengono che la vigna sia quella da tener più in considerazione (se dovessi esprimere una percentuale direi 70% a favore di quest'ultima); tutte le pratiche agronomiche utilizzate “in campo”, dovrebbero essere effettuate nel rispetto della vigna, dell'uva e dell'ambiente circostante. Un vino deve essere tipico ed essere l'espressione del “terruar” da cui proviene.

Anche le tipologie delle tecniche che vengono adottate “in vigna” e “in cantina” sono importanti, soprattutto per la salute del consumatore e dell'ambiente; l'utilizzo dell'agricoltura biologica o biodinamica per esempio, serve a diminuire l'utilizzo di prodotti chimici in campo e a privilegiare tutte quelle pratiche agronomiche che aiutano a migliorare l'ambiente in cui viviamo.
Oggi sentiamo sempre più che l'inquinamento e soprattutto tutti gli anticrittogamici utilizzati in agricoltura sono la causa della “morte di massa” di insetti pronubi come ad esempio le api, utilissime nell'impollinazione dei fiori e della conseguente loro fruttificazione; anche le coccinelle ed altri insetti simbolo “dell'ambiente pulito” sono oggi flagellati dalle stesse cause.

Molti ritengono che i vini biologici, biodinamici e quelli detti “naturali” siano dei vini di per sé di bassa qualità e molto spesso anche difettosi; sappiamo invece che molti difetti li ritroviamo anche in vini ottenuti dalla, chiamiamola così, “agricoltura chimica” e vinificati con tecnologie moderne, tutto sta nella qualità della materia prima, dalla capacità o meno di chi trasforma la stessa in vino e da altri fattori che influiscono sulla qualità del prodotto ottenuto.

Anche l'utilizzo di alti quantitativi di solfiti durante la vinificazione e il successivo imbottigliamento, oggi per fortuna in forte diminuzione, sono causa di danni alla salute del consumatore e io non sono d'accordo con coloro che sostengono che il loro basso utilizzo sia la causa diretta e unica di difetti del vino.

Come in tutto, la generalizzazione non è mai la scelta migliore, infatti è vero che per arrivare al non utilizzo di “solfiti aggiunti” bisogna vinificare in un ambiente pulitissimo e che l'uva utilizzata deve essere perfetta, senza nessun acino colpito da funghi, danneggiato da grandine o da patologie, ma tutto ciò sarebbe comunque opportuno per offrire al consumatore un prodotto di maggior qualità e soprattutto più sano.
Ricordiamoci che una certa quantità di solfiti viene già prodotta naturalmente dall'uva durante la vinificazione e la loro quantità potrebbe essere già di per sé sufficiente alla conservazione del vino, sempre se prodotto come dicevamo prima, con materia prima sana ed in un ambiente molto pulito.
E' vero, la longevità dei vini da invecchiamento sarebbe un po' inferiore, ma non mi direte che che consumate così frequentemente vini di 30-40 anni e oltre; d'altronde, se il vino viene prodotto bene, con grappoli sani, in un ambiente pulito e con macchinari e attrezzature pulite, la loro durata potrebbe comunque essere più che accettabile anche per gli appassionati di vini invecchiati più esigenti.

Quindi perché molti produttori preferiscono ancora fare uso spinto di sostanze chimiche e tecnologia?
La risposta è semplice ed univoca, produrre con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica e il non utilizzo di tecniche di vinificazione moderne, li espone molto di più a rischi imprenditoriali che molti di loro non sono disposti a correre; ogni Azienda cerca di ottimizzare e aumentare sempre più i propri profitti e quindi anche quelle vitivinicole, soprattutto quelle più grandi, hanno questo obiettivo.
Molti piccoli viticoltori invece, anche per combattere la concorrenza, tendono a differenziarsi offrendo ai propri clienti prodotti “più sani” e non per questo di minor qualità.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


martedì 8 ottobre 2019

Sangiovese di Romagna Superiore Riserva D.O.C. 2008 "Corallo Nero" - Az. Agr. Gallegati

Buona serata a tutti gli appassionati lettori di VinoDegustando, sempre in cerca di "chicche" enologiche.

In tutte le Regioni Italiane, anche in quelle che fino a qualche anno fa, dal punto di vista enologico, si riscontrava più quantità che qualità, oggi si incontrano realtà di piccole e medie Aziende, dedite ad ottenere vini qualitativamente sempre migliori.
Una di queste Regioni è proprio quella da cui proviene il vino oggetto della degustazione di oggi: l'Emilia Romagna e il vino è il Sangiovese di Romagna Superiore Riserva D.O.C. "Corallo Nero" 2008 prodotto dall'Azienda Agricola Gallegati di Faenza.

Ottenuto da uve 100% Sangiovese, provenienti da vigneti impiantati in zona Brisighella, Podere Monte di Sotto.

Dopo un'accurata selezione delle uve e la loro la pressatura, la fermentazione dura 18-20 gg. sulle bucce a temperatura controllata. Dopo la svinatura, la fermentazione malolattica viene svolta in botti d’acciaio inox e successivamente la maturazione in barriques e tonneaux di rovere francese per 13-14 mesi. Il vino viene poi messo in bottiglia ad inizio estate. 

Alla Vista e al rosso granato scuro con unghia mattonata;

al Naso è molto intenso, etereo, ampissimo, con sentori buase, animali di cuoio, terrosi di humus, foglie secche e terra bagnata, speziati di pepe nero e noce moscata, minerali di goudron e ancora qualche nota fruttata di ciliegia varietà Bigarrau molto matura, prugna disidratata e more.

In Bocca è sapido, glicerico con una percezione alcolica importante ma equilibrato dalla balsamicità e dal corpo imponente, con tannini setosi e bene amalgamati.
Corrispondente a quanto percepito al naso, molto persistente, con le note speziate terrose e di goudron che lo accompagnano in un lungo e gustoso finale.

Chapeau!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


venerdì 4 ottobre 2019

Colli Tortonesi D.O.C. "Monleale" 2009 - Walter Massa

Buona serata a tutti gli amici di vino e della buona tavola!
Questa sera parleremo di un altro vino dei Colli Tortonesi: il Colli Tortonesi D.O.C. "Monleale" 2009 prodotto dai Vigneti Massa.

Prodotto con uva Barbera o in purezza o secondo le annate con qualche altro vitigno locale come Freisa e Croatina in minime parti. Le uve provengono da vigneti impiantati al circa 300 mt s.l.m. in terreni ricchi di calcare. Dopo una soffice pressatura delle uve, macerazione sulle bucce per 10-12 gg e la fermentazione avviene con lieviti indigeni. Matura per 24 mesi in botti in parte nuove e in parte usate, poi altri 6 mesi in acciaio per poi affinare altri 6 mesi in bottiglia.

Alla Vista è rosso rubino molto carico, appena tendente al granato;

al Naso è abbastanza intenso, bouquet molto ampio, ancora molto fruttato con sentori di ciliegia sotto spirito, mora, prugna disidratata , potpourri di fiori, china, bacche di mirto, note speziate di pepe nero, terrose di humus, foglie secche e terra bagnata, minerali di grafite e sentori balsamici dolci di cioccolato alla menta tipo "After Eight".

In Bocca è fresco, molto sapido, con una sensazione alcolica percepibile, ma  nello stesso tempo equilibrato ed armonico, corrispondente a quanto sentito al naso, molto persistente, con le note balsamiche speziate che si esaltano in un piacevolissimo finale; corpo possente con tannini molto fini, eleganti e ben amalgamati.

Buone degustazioni a tutti!

B.D.


lunedì 30 settembre 2019

Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero "Perlugo" - Soc. Agr. Pievalta

Buona serata a tutti gli appassionati di vino  in cerca di novità!

L'Italia come tutti sappiamo è un bellissimo paese e in tutte le sue Regioni è presente almeno una zona dove si producono ottimi vini; quella della degustazione di oggi  si trova nel Centro Italia, nelle Marche e precisamente nell'area di Jesi. 
E' un territorio secondo me particolarmente vocato ai vini bianchi e il vitigno di oggi a mio parere ne è quello più rappresentativo e cioè il Verdicchio che, da qualche anno viene utilizzato anche per produrre bollicine sia col Metodo Classico che col Martinotti: oggi degusteremo lo Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero "Perlugo" prodotto dalla Società Agricola Pievalta.
Questa è un azienda che produce i propri vini in regime di Agricoltura Biologica e quindi rispettosa dell'ambiente in cui viviamo, argomento particolarmente discusso in questo periodo.

Prodotto con uve Verdicchio in purezza, provenienti dai vigneti situati a Maiolati Spontini e San Paolo, caratterizzati da terreni Argilloso-calcarei; il sistema di allevamento utilizzato è il Guyot, con un numero di ceppi di 5300 per ha e una resa di  90 q.li.
La vinificazione avviene con una pressatura soffice, la fermetazione in vasche inox termocondizionate. Matura per 6 mesi in vasche inox e la sua permanenza sui lieviti è di 12-24 mesi.

Alla vista e paglierino molto pallido con perlage molto fine e abbondante;

al Naso non è tanto intenso ma elegante con sentori di pera e mela, fiori di glicine e ginestra, zenzero, rafano,  timo e accenni minerali. 

In Bocca e freschissimo, sapido, teso, verticale, con una componente glicerica che gli dona quella giusta rotondità; è corrispondente al naso, abbastanza persistente, con una prevalenza floreale-minerale-speziata che si allunga in un piacevole finale.

Ottimo come aperitivo, accompagna piatti di pesce e crostacei, carni delicate e formaggi non stagionati.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 22 settembre 2019

Vino Rosso "Castellania" V.D.T. - Azienda Agricola Daniele Ricci

Buongiorno e buona domenica!

Nonostante io sia un appassionato di "bollicine", dopo tanti vini bianchi e spumanti bevuti e degustati durante l'estate e con l'abbassarsi delle temperature, è arrivato il momento di cominciare a bere anche qualche buon vino rosso.

Quello di oggi proviene da una zona vitivinicola tra le mie preferite: i Colli Tortonesi. Terra del Timorasso ma non solo, infatti qui si producono anche ottimi vini rossi.

In particolare oggi parleremo del Vino Rosso "Castellania" V.D.T. prodotto dall'Azienda Agricola di Daniele Ricci. 
Questo vino, ormai da alcuni anni ha preso la denominazione "Colli Tortonesi D.O.C.", ma nella fattispecie l'annata in degustazione oggi e cioè il millesimo 2010, non riportava ancora, infatti essendo ancora un Vino da Tavola, non indica neppure l'anno di vendemmia in etichetta, che io mi sono fatto dichiarare dal Produttore.

Uve Barbera in purezza, provenienti da vigneti impiantati in terreni marnosi a 300-400 mt. s.l.m.; vendemmia effettuata manualmente solitamente verso fine settembre. La vinificazione avviene in acciaio inox, a cui seguono 24 mesi di invecchiamento in botte e 48 mesi in bottiglia.

Alla Vista è rosso rubino  con unghia solo appena, appena tendente al granato;

al Naso è elegantissimo, con un bouquet ampio, balsamico e molto minerale con sentori di grafite ed accenni di goudron, ciliegia sotto spirito, mora, mirtillo, prugna disidratata, bacche di ginepro, sentori di terra bagnata, cuoio, humus e altri profumi di sottobosco, chiodi di garofano, noce moscata e pepe nero.

In Bocca è rotondo, morbido, caldo per la sua alcolicità, ma nello stesso tempo fresco, teso e verticale perché sostenuto da un'ottima spalla acida; armonico ed equilibrato, glicerico, perfettamente corrispondente a quanto percepito al naso, con la mineralità e i sentori di sottobosco che si esprimono in un lunghissimo, piacevole ed elegante finale accompagnato dalle note speziate. Corpo imponente con tannini nobili ma non ancora perfettamente levigati ed integrati.

Gran vino! 10 anni che non si sentono assolutamente e davanti a lui ne ha ancora almeno altrettanti.

E come sempre: "Buone degustazioni a tutti!"

D.B.

mercoledì 11 settembre 2019

Verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore doc "Ylice" 2017 - Poderi Mattioli

Buona serata a tutti gli amici di VinoDegustando!

L'Italia enoica ha la fortuna di avere una miriade di vitigni autoctoni sparsi in tutte le Regioni dello Stivale; tra quelli bianchi, uno che riveste sicuramente notevole importanza, sia per le caratteristiche organolettiche, ma anche per l'ottima capacità d'invecchiamento è il Verdicchio. 
Uva marchigiana utilizzata sia per ottenere ottimi vini fermi, ma da qualche anno anche bollicine sia nella versione Metodo Classico che Charmat.

Le zone principali dove questo vitigno viene coltivato in questa bellissima Regione del Centro Italia sono: Matelica e Jesi, in cui vengono prodotte le Denominazioni Verdicchio di Matelica D.O.C.G. e Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C., nelle varie tipologie ammesse dai rispettivi Disciplinari.

Quello che Vi propongo oggi è il Verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore D.O.C. "Ylice" 2017 prodotto dai Poderi Mattioli, piccola realtà situata a Serra De' Conti in provincia di Ancona.

Ottenuto da Uve Verdicchio al 100%, raccolte manualmente in vigneti a 350 mt. s.l.m. esposti a Sud/Sudest; la raccolta avviene per un 50% a maturazione anticipata e per l'altro 50% a completa maturazione.

Dopo la soffice pressatura, la fermentazione alcolica avviene in serbatoi d'acciaio a temperatura controllata di 14-16 ° C per 10/12 gg. L'affinamento avviene anch'esso in acciaio con frequenti batonnage per circa 6/8 mesi. Dopo l'imbottigliamento il vino affina per ulteriori 3/4 mesi in bottiglia.

Alla Vista e paglierino dorato pallido molto luminoso;

al Naso è molto intenso, elegantissimo, con sentori di fiori di acacia,  pera Williams,  mela bianca,  frutto della passione,  lime,  zenzero,  note balsamiche e minerali.

In Bocca è freschissimo, sapido, teso, verticale,  glicerico,  armonico ed equilibrato e lascia la bocca pronta per un nuovo assaggio;  molto persistente con un finale speziato-balsamico molto piacevole.

Pronto da bere subito, ma qualche anno d'invecchiamento non può altro che migliorarlo ulteriormente.

Ottimo vino!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


domenica 25 agosto 2019

Vermentino di Gallura D. O. C. G. Superiore "Monteoro" 2015 - Sella & Mosca

Buona sera e buona domenica!

E' tempo di fine ferie e la fine dell'estate si avvicina velocemente; quello della degustazione di oggi è uno dei vini simbolo di questa stagione, ottimo per aperitivi e cene a base di pesce: il Vermentino. Nella fattispecie, oggi parleremo del  "Monteoro" Vermentino di Gallura D.O.C.G. Superiore  2015 della famosa Sella & Mosca di Alghero in provincia di Sassari.

Uve Vermentino in purezza, provenienti da vigneti impiantati circa 18 anni fa su terreni di disfacimento granitico, con una resa di 80 q.li/ha.  Le uve vengono pressate sofficemente, quindi dopo una breve macerazione a freddo, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata di 18°C; segue un affinamento sui lieviti, in acciaio per quattro mesi.

Alla Vista è un bellissimo giallo oro molto carico e luminoso;

al Naso è intenso, elegante, con note agrumate di cedro in primo piano, seguite da erbe aromatiche, zenzero, note minerali e balsamiche.

In Bocca è molto fresco e sapido, glicerico, teso, armonico, con gli aromi agrumati e balsamici che lasciano, in un finale molto fresco e piacevole, la bocca asciutta e pronta ad altro sorso.

Bel vermentino!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

giovedì 22 agosto 2019

Valtellina Superiore D.O.C.G. Grumello 2010 - Azienda Agricola Alberto Marsetti

Buona serata a tutti gli amici di VinoDegustando!

Anche se siamo in piena estate, tra l'altro con temperature decisamente alte, ogni tanto dopo aver assaggiato e bevuto innumerevoli vini bianchi e spumanti, un rosso si beve con piacere, magari un po' più fresco dei soliti 18-20°C; quello di oggi è un vino prodotto in una zona dove si pratica la cosiddetta "agricoltura eroica": la Valtellina.
In particolare si tratta del Valtellina Superiore D.O.C.G. Grumello 2010 prodotto dall'Azienda Agricola Alberto Marsetti sita a Sondrio.

Prodotto con uve Nebbiolo, che in Valtellina prende il nome di Chiavennasca,  in purezza e raccolte solitamente l'ultima decade di Ottobre, con una resa uva per ettaro di 70 q.li circa. 
La fermentazione alcolica avviene con macerazione delle bucce "a cappello sommerso" per 8-10 gg., in botti di legno da 25-33 hl., con tre rimontaggi giornalieri, a temperatura controllata non superiore a 28° C. 
L'invecchiamento di 24 mesi si svolge in botti di rovere/castagno da 12, 25 e 33 hl., a cui fa seguito un periodo di affinamento in bottiglia di altri 6-8 mesi prima della vendita.

Alla Vista è un bel color rubino-granato con unghia tendente al mattonato;

al Naso e intenso, elegante, ampio, con balsamicita' in spiccata evidenza, poi sentori di marasca sotto spirito, putpourri di fiori secchi, bacche di mirto, note terziarie di cuoio, terra bagnata, foglie secche, humus e un inizio di goudron.

In Bocca è sapido, glicerico, caldo, verticale, teso, armonico ed equilibrato;  abbastanza persistente, con un finale balsamico, misto a bacche e putpourri.

Vino di ottima qualità con un potenziale d'invecchiamento di almeno altri 6-8 anni.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.




domenica 18 agosto 2019

Gavi D.O.C.G. "Valentino" 2016 - La Scolca

Buona serata e buone vacanze a tutti i nostri lettori!

Per la degustazione di oggi, tradisco un po' quella che è la vocazione di questo Blog cioè quella di pubblicare vini di piccole e medio piccole Cantine, spesso sconosciute o poco note dalla maggioranza dalla maggiora parte dei consumatori. Questa volta infatti parleremo di un vino prodotto dall'Azienda forse più nota della zona del Gavi: La Scolca.

Conosciuta sia per i suoi Gavi di Gavi, ma soprattutto per i suoi Spumanti Metodo Classico, che personalmente ritengo di grandissimo livello ed eleganza.

Il vino è il Gavi D.O.C.G. "Valentino" 2016: Uve Cortese in purezza con una resa d'uva di 80-85 q.li/ha, pressate molto sofficemente e vinificate in acciaio con controllo della temperatura.

Alla Vista è un bel color paglierino dorato non tanto carico, molto luminoso e brillante;

al Naso è intenso e abbastanza elegante, con sentori vegetali in primo piano, seguiti da note floreali  di fiori bianchi, agrumate di bergamotto, minerali e balsamiche.

In Bocca e freschissimo, sapido,  coerente con quanto sentito al naso con le note agrumate di bergamotto in grande evidenza che si uniscono a sapori speziati di pepe bianco in un lungo e fresco finale molto piacevole.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

giovedì 15 agosto 2019

Alta Langa D. O. C. G. Brut 2015 - Agricola Brandini

Buona sera e, visto il periodo, buone meritate vacanze a tutti!

Domenica scorsa sono andato ad accompagnare mia figlia Giorgia al Campo Scout estivo in provincia di Cuneo e, come sempre accade quando vado in giro per qualche motivo, ho approfittato per andare a visitare una Cantina.

Trovandomi nelle Langhe ed essendo io un grande appassionato di "bollicine" Metodo Classico, ho cercato un'Azienda che producesse appunto lo Spumante rifermentato in bottiglia della zona: l'Alta Langa D.O.C.G.

Le Langhe, questo angolo di "paradiso collinare", disegnato e ricamato da vigne, noccioleti e boschi è, per noi appassionati di vino, una vera "icona". 
Conosciuta nel Mondo per essere una delle zone più vocate per la coltivazione della vite, per le  caratteristiche pedoclimatiche e per il "Terroir" nel suo complesso.
Personalmente quando mi trovo in zona, soltanto girovagando in auto tra queste meravigliose colline e ammirando quanto mi circonda, mi rilasso e riesco ad espellere tutto lo stress accumulato in città.

La mia "escursione" enologica Langhigiana l'ho effettuata presso l'Agricola Brandini sita a La Morra e il vino oggetto della degustazione di oggi è lo Spumante M.C. Alta Langa D.O.C.G. Brut 2015.

Ottenuto per l'85% da uve Pinot Nero e per il restante 15% da Chardonnay, provenienti da vigneti situati a circa 500 mt. s.l.m.; dopo una soffice spremitura e una decantazione statica del mosto, la fermentazione alcolica avviene in vasche d'acciaio a temperatura controllata.
La primavera successiva il vino viene messo in bottiglia per la "presa di spuma" e ci rimane da 36 a 48 mesi prima della "sboccatura".

Alla Vista è paglierino molto pallido con riflessi verdini e bollicine non abbondanti ma molto fini;

al Naso è abbastanza intenso con sentori floreali di fiori bianchi, erbacei di fieno, fruttati di pera abate, mela e litchi, oltre a qualche lieve nota minerale e di crosta di pane.

In Bocca è freschissimo, sapido, cremoso, con le fini bollicine che accarezzano dolcemente le papille della lingua;  coerente con quanto sentito al naso, oltre una nota acidula agrumata in centro bocca e un finale molto lungo a cui si aggiungono delle note speziate di pepe bianco e di erbe aromatiche di salvia.

Spumante di buona fattura che, per le caratteristiche degustative, assomiglia di più a un "Saten della Franciacorta" che a un Brut, facendosi bere molto piacevolmente come aperitivo.

Buon vino a tutti!

D.B.

sabato 10 agosto 2019

Collio D.O.C. Friulano 2016 Az. Agr. Ronco Blanchis

Buona serata e buon weekend a Voi appassionati di vino!

Oggi Vi descriverò un altro dei vini comprati "per caso" nel Barter di cui Vi ho parlato, qualche giorno fa nel post pubblicato in data 02 Agosto.

Si tratta di un Collio D.O.C. Friulano 2016, prodotto dall'Azienda Agricola Ronco Blanchis situata a Mossa in provincia di Gorizia, in quell'estremo orientale del nord Italia, al confine con la Slovenia.

Prodotto con uve Tocai Friulano in purezza, provenienti da vigneti impiantati in terreni composti da marne eoceniche grigie e giallastre, miste ad arenarie, vinificate in vasche d'acciaio.

Alla vista è paglierino pallido con riflessi verdini, brillante e luminoso;

al Naso è abbastanza intenso ed elegante con note floreali di fiori bianchi di acacia e gelsomino,  fruttate di litchi, agrumate d lime,  speziate di zenzero, con qualche accenno di salvia e per finire un po' di mineralità e balsamicita'.

In Bocca è fresco, sapido, glicerico, armonico, corrispondente al naso con la freschezza agrumata che spicca, insieme alle note di zenzero;  abbastanza persistente con un finale molto fresco e gradevole.

Si fa bere con molto piacere, come aperitivo o abbinato a spaghetti alle vongole veraci, risotto ai frutti di mare, triglie di scoglio preparate "all'acqua pazza" o altri piatti di pesce cucinati in modo da esaltare la delicatezza del pesce.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

venerdì 2 agosto 2019

Trentodoc Millesimato 2010 (sboccatura 2014) - Altemasi

Buonasera a tutti gli amici Enonauti!

A volte capita di acquistare il vino anche in posti in cui un appassionato di vino non si aspetterebbe mai; non in Cantina dal Produttore, non ad un Banco d'Assaggio, neanche in enoteca e nemmeno al supermercato..... ma dove mai si potrà comprare un vino?

Non indovinerete mai!

Sotto indicazione di un amico, sabato scorso mi sono recato in un "Barter", conosciuti anche per "magazzini cambio merce"; il motivo per cui ci sono andato, non era certo il vino.
Arrivato in loco, poco dopo l'ingresso, mi sono imbattuto però in una scaffalatura di  "Nettare di Bacco", per cui non sono riuscito a contenere la mia curiosità e ho cominciato a leggere tutte le etichette. Cerca e rovista, alla fine mi sono trovato ad acquistare una dozzina di bottiglie varie, tra cui anche il vino oggetto della degustazione di oggi: il Trentodoc Millesimato 2010 prodotto dall'Azienda Altemasi  (sboccatura 2014).
Essendo ormai uno Spumante "degorgiato" ben 5 anni fa, non avevo tante aspettative per cui ne ho acquistato una sola bottiglia.

Prodotto con uve Chardonnay in purezza, provenienti da vigneti impiantati tra i 450 e i 600 mt. s.l.m.; per la presa di spuma, rimane "sui lieviti" tra 36 e 48 mesi.

Alla Vista è color paglierino carico con riflessi dorati e perlage abbondante e molto fine.

Al Naso è intenso con una lieve nota ossidativa, che però non sovrasta quanto di buono c'è da sentire:  note floreali di ginestra e acacia,  fruttate di pesca gialla e frutto della passione,  sentori minerali e balsamici, con una leggera nota di crosta di pane.

In Bocca è pieno, rotondo, glicerico, armonico, con le bollicine setose che accarezzano le papille della bocca;  corrispondente al naso con un aggiunta di note agrumate di cedro maturo e un finale abbastanza persistente in cui fuoriesce anche una leggera nota speziata di pepe bianco.
Anche qui si percepisce la leggera ossidazione.

Sia il colore che la leggera nota ossidativa al naso e in bocca, sono sicuramente dovuti ai suoi 5 anni dalla "sboccatura".
Comunque ha fatto una buona impressione! Peccato aver comprato una sola bottiglia!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

sabato 27 luglio 2019

Grillo Sicilia D.O.C. 2017 "Argalia" - Azienda Agricola Baglio Aimone

Buonasera e buon weekend a tutti gli appassionati di vino.

Con il caldo e l'afa di questi giorni, si bevono volentieri soltanto gli Spumanti e i vini bianchi belli freschi; il vino di oggi è un isolano, infatti è il Grillo Sicilia D.O.C. 2017 "Argalia" prodotto dall'Azienda Agricola Baglio Aimone situata nell'Oasi Protetta WWF di Mazara del Vallo in provincia di Trapani.

Prodotto con uve della varietà autoctona Grillo al 100%, con una resa per ettaro di 70 q.li, provenienti da vigneti impiantati in terreni di medio impasto-calcareo tendenti al sabbioso; la vendemmia, manuale, avviene nella prima decade di Settembre. Le uve vengono pressate in maniera soffice e la vinificazione avviene in vasche d'acciaio termocontrollate, con criomacerazione sulle bucce; terminata la vinificazione, affinano 3 mesi in acciaio e 2 in bottiglia.

Alla Vista è giallo paglierino carico dorato molto bello, brillante e luminoso;

al Naso è intenso abbastanza elegante con note di pesca gialla,  cedro,  forsizia, ginestra, geranio, pepe bianco e lievi accenni minerali.

In Bocca è fresco sapido e glicerico; l'armonia è leggermente penalizzata da una sensazione di alcol in gola.  Fuoriesce anche un leggera nota minerale che al naso era appena appena percepita;  molto persistente con un finale agrumato che rimane  a lungo in bocca.

Buon vino che si fa bere piacevolmente  con piatti di pesce cucinati soprattutto in maniera saporita.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


martedì 23 luglio 2019

Castelli di Jesi Verdicchio riserva D.O.C.G. Classico 2015 Passolento - Az. Agr. La Marca di San Michele

Buonasera e bentornati in VinoDegustando!

Il Centro Italia è un territorio che amo particolarmente sia dal punto di vista paesaggistico che  perla qualità della vita; anche per quanto riguarda i vini, in questa parte dell'Italia "si pesca bene", a seconda delle zone, sia bianchi che rossi.

Le Marche in particolare, sono soprattutto vocate ai bianchi: il vino di oggi è il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva D.O.C.G. Classico 2015 "Passolento" prodotto dall'Azienda Agricola La Marca di San Michele; da uve Verdicchio in purezza provenienti da vigneti collinari situati a circa 400 mt. s.l.m., in terreni calcarei con presenza di argille, marne e gesso. 
La fermentazione alcolica avviene per opera di lieviti indigeni, in botti grandi di legno dove matura per circa 9 mesi "sur lie", a cui fanno seguito altri 9 mesi sempre "sur lie" in acciaio e 6 mesi di affinamento in bottiglia.

In data 27-02-2016 ho pubblicato il millesimo 2011 che all'epoca si chiamava "Il Pigro della Marca"; chi volesse può andare a leggerlo potrà confrontare le due annate.

Alla Vista è un bellissimo paglierino dorato molto luminoso;

al Naso è intenso, elegantissimo, contraddistinto  da tanta balsamicità e mineralità, con sentori floreali di ginestra, fiore di glicine e forsizia, erbe aromatiche come salvia e timo, speziati di pepe bianco e agrumati di cedro.

In Bocca è freschissimo, sapidissimo, glicerico, armonico, rotondo  nello stesso tempo teso, verticale e molto schietto;  corrispondente al naso con le note agrumate che escono in tutta la loro freschezza, rilasciando una bellissima sensazione in bocca, con un finale lunghissimo che si mischia ai sapori speziati, balsamici e minerali.

Gran bianco!!!!!!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

martedì 16 luglio 2019

Spumante Metodo Classico Brut "Torre degli Alberi" 2015 - Az. Agricola Camillo e Filippo Dal Verme

Buonasera a tutti gli appassionati di vino!

In Lombardia, a pochi chilometri da Milano, c'è una zona collinare che, per fattori pedoclimatici, risulta essere una delle zone più vocate per la coltivazione della vite, soprattutto per la produzione di vini spumanti ed in particolar modo ottenuti da Pinot Nero: è l'Oltrepo Pavese.
Fino a non molti anni fa, sottovalutato e denigrato, negli ultimi 10-15 anni ha saputo riscattarsi migliorando decisamente le produzioni, soprattutto grazie alle giovani generazioni.

Il vino in degustazione oggi è proprio uno Spumante Metodo Classico ottenuto da Pinot Nero in purezza:  il Brut 2015 prodotto dall'Azienda Agricola Torre degli Alberi di proprietà della famiglia Dal Verme.

Ottenuto con uve provenienti da vigneti posti a circa 500 mt. s.l.m. in terreni tendenzialmente argillosi e raccolte manualmente i primi di settembre, la mattina presto quando la temperatura dell’uva è ancora bassa. 
Dopo una lenta e soffice spremitura, la temperatura del mosto viene velocemente abbattuta e viene fatta partire la fermentazione che dura circa 15 giorni; il mosto permane sulle fecce nobili per 3 mesi. Dopo l'imbottigliamento, il vino una volta avviata la rifermentazione, permane sui lieviti minimo 24 mesi prima della sboccatura.

Alla Vista è di un colore molto particolare, paglierino carico con riflessi ramati e un perlage molto fine e abbondante;

al Naso è intenso, abbastanza elegante, molto particolare, con note floreali di rosa e fior di glicine, agrumate di pompelmo rosa, speziate di zenzero, con sentori minerali e una leggera nota ossidativa di ruggine.

In Bocca è sapido, armonico, glicerico, corrispondente a quanto sentito al naso,  con le note di pompelmo e di rosa che predominano nel finale abbastanza lungo e piacevole.

Spumante di buona fattura che si presta bene per aperitivi ed abbinato a piatti di pesce abbastanza saporiti.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

sabato 6 luglio 2019

Derthona 2012 - Az. Agricola F.lli Massa

Buona serata e buon week end ai fans di VinoDegustando!

Oggi parleremo di un vino prodotto da colui che ha riscoperto e rilanciato, ormai quasi quarant'anni fa, negli anni '80, un grandissimo vitigno bianco, tra i migliori italiani, soprattutto per la produzione di vini molto longevi, capaci di invecchiamenti anche oltre i 20 anni: Walter Massa e il vitigno è il Timorasso.

Autoctono dei Colli Tortonesi, situati a sud del Piemonte, a confine con la Liguria. 
Come ho già dichiarato più volte, sono un amante di questa fantastica uva a bacca bianca e soprattutto dei vini che è capace di regalare. 

Il vino in questione oggi è il Derthona millesimo 2012 appunto prodotto dai Vigneti Massa; le uve vengono raccolte manualmente e la vinificazione è svolta completamente in acciaio. Il vino viene messo in commercializzazione dopo almeno 4-5 anni dalla vendemmia.

Questo vino l'ho assaggiato e postato su VinoDegustando anche il 14 Gennaio del 2017.

Alla Vista è giallo dorato molto bello da vedere, carico, intenso e luminoso;

al Naso è abbastanza intenso, molto elegante, con le note minerali, caratteristiche di questo vino, che si stanno sviluppando in maniera molto evidente; presenta anche tanta balsamiità, note agrumate di cedro sia fresco che candito, floreali di forsizia, speziate di zenzero ed un pizzico di radice di liquirizia.

In Bocca è sapidissimo, freschissimo, pieno, glicerico, armonico e corrispondente a quanto ho sentito al naso, con le note agrumate e speziate di zenzero che insieme a leggeri sapori di erbe aromatiche, regalano un bellissimo finale molto persistente.

Grande vino, sta iniziando adesso a dimostrare le sue potenzialità.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


14-01-2017

lunedì 1 luglio 2019

Talento Oltrepo Pavese D.O.C.G. Pinot Nero - Azienda Agricola Padroggi La Piotta

Buonasera a tutti i lettori di VinoDegustando!

Due settimane fa e precisamente il 16 Giugno u.s., su questo Blog ho pubblicato la degustazione del Vino Bianco "89-90" 2016 prodotto dall'Azienda Agricola Padroggi La Piotta e  oggi assaggeremo un altro vino di questa Cantina: il Talento Oltrepo Pavese D.O.C.G. Brut Pinot Nero. Vi ricordo che questa Azienda produce in regime di Agricoltura biologica.

Come tutti saprete, la denominazione Talento sta ad indicare che si tratta di un vino Spumante Metodo Classico.

Vi ricordo che questa Azienda produce in regime di Agricoltura biologica.

Questo Spumante è ottenuto con uve Pinot Nero in purezza, da vigneti impiantati sulle colline dell'Oltrepo Pavese in terreni calcareo-marnosi; le uve vengono attentamente selezionate e pressate sofficemente. 
Il mosto così ottenuto viene fatto fermentare a temperatura controllata; nella primavera successiva avviene l’imbottigliamento e la presa di spuma con l’aggiunta di lieviti. 
Rimane così sui in catasta per almeno 24 mesi, per poi essere sboccato. 
Prima di essere messo in commercio, viene lasciato a riposo per alcuni mesi. 
Presenta un residuo zuccherino di 4 g/lt., di gran lunga inferiore al massimo consentito per un Brut che è di 12 g/lt.

Alla Vista è color paglierino molto pallido con perlage molto abbondante, sottile e molto persistente;

al Naso non è molto intenso ma elegante con sentori di floreali di robinia e rosa,  fruttati di pera, mela  e frutto della passione, oltre a sentori balsamici.

In Bocca è freschissimo e sapido,  armonico corrispondente a quanto sentito al naso con aggiunta di sapori balsamici e agrumati.  Abbastanza persistente con un finale leggermente speziato.

E' uno Spumante che si fa bere molto piacevolmente sia come aperitivo, sia in abbinamento con piatti di pesce cucinati in modo semplice e leggero.

Buone degustazioni a tutti!

D. B.

domenica 23 giugno 2019

Riviera Ligure di Ponente Pigato "Bon in da Bon" 2016 - Az. Agr. Aimone Giobatta - BioVio

Ben tornati a tutti su VinoDegustando!

In una calda serata di fine Giugno come questa, in cui tutti siamo in attesa di andare in vacanza e magari in un luogo di mare, cosa c'è di meglio di un fresco vino bianco prodotto proprio in una zona di mare?

E allora assaggeremo il Riviera Ligure di Ponente Pigato "Bon in da Bon" 2016 - Azienda Agricola Aimone Giobatta - BioVio.
E' un'Azienda che produce oltre al vino anche olio, erbe aromatiche e grappa, tutti ottenuti in regime di agricoltura biologica.

Di questo vino, ho già assaggiato e recensito su VinoDegustando il millesimo 2012. Se siete curiosi e volete andare a leggere la pubblicazione dell' 8 Gennaio 2015, potrete avere un raffronto tra le due annate.

Questo vino è ottenuto con uve Pigato al 100%, coltivate sulle colline di Bastia d'Albenga a circa 100 mt. s.l.m., in terreni marnoso-ferruginosi. La resa di uva è inferiore ai 70 ql./Ha e la vendemmia avviene verso fine ottobre, quindi quando le uve sono già in surmaturazione.

La vinificazione avviene con criomacerazione per 24 ore, seguita da una soffice pressatura e la fermentazione avviene in vasche d'acciaio a temperatura controllata, dove poi il vino vi permane a maturare per 6 mesi circa. Prima di essere messo in vendita rimane ad affinare per altri 3 mesi in bottiglia.

Alla Vista è un bellissimo giallo paglierino dorato abbastanza intenso e molto luminoso;

al Naso è intenso, ma quello che lo contraddistingue è soprattutto l'estrema eleganza e raffinatezza; sentori minerali e balsamici in grande evidenza, oltre che iodati, note agrumate mature e candite di cedro, officinali di salvia e speziate di pepe bianco e zenzero.

In Bocca e sapidissimo e freschissimo, glicerico, armoonico, molto verticale ma nello stesso tempo pieno e rotondo;  corrispondente al naso, con le note speziate, minerali, agrumate e balsamiche che si uniscono per un gran finale, molto persistente.

Peccato fosse l'ultima bottiglia che avevo in cantina, mi sarebbe piaciuto assaggiarlo tra qualche anno.

Grande Pigato!!!!!!

Buone Degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 16 giugno 2019

Vino Bianco "89-90" 2016 - Azienda Agricola Padroggi La Piotta

Buona serata e buona fine domenica!

I lettori di VinoDegustando sanno che la maggior parte dei vini recensiti nel mio Blog, sono frutto di appassionate escursioni enogastronomiche che spesso faccio nei fine settimana. Non fa eccezione la degustazione di oggi, che infatti è frutto di una visita in cantine dell' Oltrepo Pavese da me effettuata sabato scorso.

Una delle Cantine che ho visitato è l'Azienda Agricola Padroggi La Piotta, che produce i suoi vini in regime di agricoltura biologica ormai da svariati anni e il vino di oggi è il Vino Bianco "89-90" vendemmia 2016.

Ottenuto per il 70% da uve Riesling Renano e per il restante 30 % da Chardonnay provenienti da vigneti posti in collina.
La vendemmia avviene manualmente con un'attenta selezione dei grappoli che successivamente alla diraspatura vengono vinificati col metodo della "criomacerazione", cioè le uve vengono raffreddate per un giorno a 4-6 C° prima di subire una soffice pigiatura; questo processo permette di estrarre maggiori profumi dall'uva. 
Il mosto così ottenuto viene poi avviato alla fermentazione a temperatura controllata;

alla Vista è di un bellissimo colore giallo paglierino dorato molto luminoso.

Al Naso è molto intenso, abbastanza elegante con note floreali di forsizia, fruttate di pera, agrumate di cedro, oltre che leggeri note minerali e balsamiche.

In Bocca è freschissimo molto sapido corrispondente al naso con gli aromi agrumati e balsamici in forte predominanza;  abbastanza persistente con un finale in cui fuoriescono anche  le spezie e la liquirizia.

Buon vino che si fa bere molto volentieri.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

mercoledì 12 giugno 2019

Pinot Nero Extra Brut Metodo Classico "Farfalla"

Buonasera a tutti gli appassionati di vino!

L'Oltrepo Pavese è una zona della bassa Lombardia, che confina col Piemonte, la Liguria e l'Emilia Romagna; qui la coltivazione della vite per la vinificazione è storia molto vecchia.

Fino a qualche anno fa però la fama di questa zona enologica non era certo delle migliori, infatti era conosciuta per una qualità di prodotti abbastanza scadente e massiva; oggi, col passaggio generazionale delle Aziende vecchie e la nascita di nuove, la nuova mentalità ha puntato molto di più sulla qualità, a scapito della quantità. Questo ha portato ad una qualità in media di gran lunga migliore di quella del passato.
Tra l'altro questa è una zona considerata, per il suo terroir, eccellente per la coltivazione del Pinot Nero da spumantizzazione.

Oggi parleremo proprio di uno Spumante Metodo Classico prodotto dall'Azienda Ballabio situata in Comune di Casteggio: il Pinot Nero Extra Brut "Farfalla". 

Da uve Pinot Nero in purezza provenienti da vigneti impiantati in terreni calcarei situati tra i 300 e i 500 mt. s.l.m. Le uve, raccolte a mano, subiscono una soffice pressatura; l'affinamento avviene in vasche d'acciaio sino a primavera sui propri lieviti. Dopo l'imbottigliamento per la presa di spuma, rimane per almeno altri 30 mesi sui lieviti.

Alla Vista è color paglierino molto pallido con perlage abbondante e molto sottile;

al Naso e' abbastanza intenso, improntato su note floreali di ginestra, fior di robinia , pera, litchi  e sentori di lievito e crosta di pane, non coprenti ma comunque un po' troppo marcati. 

In Bocca è freschissimo, sapido, coerente con quanto sentito al naso; positivo che qui le note di lievito lasciano maggior spazio alle note floreali e a sapori di agrumi freschi come il bergamotto; ottima la persistenza.

Si fa bere volentieri.

Buone degustazioni a tutti.

Daniele Barile