Buongiorno amici, un nuovo profumo ci attende: bentornati su VinoDegustando!
Per la degustazione di oggi ho scelto un vino
che, nel tempo, ha saputo creare un filo molto vivo con il mio blog. L’ho già
narrato su VinoDegustando in due date molto care: 27 Luglio 2025 e 28
Luglio 2024. Due tappe che, se lette ora, mostrano una evoluzione lenta ma
molto fine. Se siete curiosi di capire come si è mosso negli anni, vi invito a
rileggere quei post: il confronto è parte del gioco, parte del piacere.
Oggi torno su Garda DOC Pinot Grigio “Amphora”
2020, creato da Corte Quaiara, la cantina del caro amico Giovanni
Montresor, che da anni porta avanti una visione molto pura e molto netta
sul Pinot Grigio ramato. Un vino che non segue mode, ma segue il ritmo del suo
suolo e della sua anfora.
Origine e
suolo: la forza delle colline moreniche
Il vino nasce sulle colline moreniche, un
luogo che dona luce e aria ai filari. L’altitudine è 150–250 m, con esposizione
Sud-Ovest, ideale per dare calore al frutto senza mai bruciarlo. Il suolo
è calcareo di origine wurmiana, un suolo antico, molto fine, che dona tono
e spinta minerale.
Il sistema di allevamento è Guyot, con viti
di 20 anni e oltre, con una densità di circa 6000 ceppi/ha. La vendemmia è
manuale, svolta a inizio Settembre, con cura e attenzone nella scelta dei grappoli. La pigiatura
è soffice, dopo diraspatura, per non stressare il frutto.
La vinificazione
in anfora: una scelta di stile
La fermentazione dura 10–12 giorni, a 16°C,
con macerazione sulle bucce, che dona il tono ramato e la finezza
aromatica. Poi arriva la parte più iconica: quasi un anno in anfore,
dove il vino respira, si distende, si plasma. Infine 8 mesi in vetro,
per chiudere la curva e fissare la sua identità.
Nel calice si mostra con un rosa antico buccia
di cipolla, molto fine, molto tipico del Pinot Grigio ramato. Un
colore che parla di tradizione, di suolo, di macerazione e di tempo.
Il naso è chiuso, quasi timido. Si apre piano,
come se volesse farsi scoprire con calma. Prima arrivano ciclamino e camomilla,
due note molto pure e molto nitide. Poi si muovono albicocca e carruba,
un duo caldo, molto identitario. A seguire emergono miele, balsamicità
e mineralità, che danno tono e spessore. Un naso che non esplode: si
concede gradatamente.
In bocca è fresco, sapido, glicerico,
con una tensione molto viva. La corrispondenza naso-bocca è assoluta,
un segno di pulizia e di stile. La persistenza è lunga, con un finale
floreale e balsamico che resta e si muove lento. Un sorso che non cerca
volume, ma cerca ritmo.
Perché questo
vino merita una nuova prova
Il Pinot Grigio ramato è un mondo che vive di
sfumature. Ogni anno cambia, ogni anno si muove, ogni anno mostra un lato
nuovo. Il lavoro in anfora, poi, crea una evoluzione quasi
meditativa e continua. Ecco perché tornare su questo vino dopo due post già scritti non è
un ripasso: è un nuovo capitolo.
L' “Amphora” 2020 oggi è più saldo, più
teso, più maturo. Ha perso un poco di gioventù, ma ha guadagnato finezza. Il
naso è più complesso, la bocca più armonica, il finale più lungo. Un vino che
cresce, che si evolve, che non si ferma.
Da abbinare
con:
- aperitivo
- crudi di
lago
- tartare
di salmone
- ravioli
di ricotta ed erbe
- carni di pollo variamente cucinate, magari insaporite con curry e altre spezie
- formaggi
freschi
Il Garda DOC Pinot Grigio “Amphora” 2020 è
un vino che vive di tempo, di suolo e di calma. Un vino che non urla, ma parla.
Un vino che cresce, che cambia, che si evolve. E un vino che, oggi, merita di
essere raccontato di nuovo.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.








