Buon sabato a tutti! VinoDegustando vi accompagna oggi alla scoperta di un vino che merita ascolto.
Ci sono bottiglie che raccontano storie, altre
che custodiscono ricordi, e poi ci sono quelle che, ad ogni assaggio, mostrano
una nuova sfumatura del loro carattere. Il Castel del Monte Rosso DOCG
Riserva “Vigna Pedale” 2016 di Torrevento appartiene a questa terza
categoria: un vino che non smette mai di sorprendere, anno dopo anno, sorso
dopo sorso.
Di questa etichetta, che conosco bene, ho già pubblicato su questo blog diversi articoli riguardanti diversi
millesimi: 5 Ottobre 2014, 15 Novembre 2017, 4 Luglio 2021,
11 Novembre 2023 e 17 Dicembre 2023. Proprio quest’ultimo
assaggio mi aveva colpito per la sua finezza, e dopo quasi tre anni ho voluto
riaprire la stessa annata per capire come si fosse evoluta. Il risultato? Una
conferma e anche una sorpresa, ma lo vedremo tra poco.
Il Vigna Pedale nasce da Nero di Troia
in purezza, vitigno identitario della Puglia centro-settentrionale, capace
di regalare vini austeri, longevi e profondi. Le uve provengono dalle dolci
colline della DOCG Castel del Monte, in contrada Pedale, a 400-500
metri s.l.m.: un altopiano luminoso, ventilato, con suoli calcareo-argillosi
di medio impasto che donano struttura, freschezza e una spiccata impronta
minerale.
Il sistema di allevamento è a controspalliera
a cordone speronato, con 4.500 ceppi/ha e una resa di circa 90
q.li/ha. La vendemmia, come da tradizione Torrevento, avviene tra fine
ottobre e inizio novembre, quando il Nero di Troia raggiunge la sua piena
maturazione fenolica.
Ma ora assaggiamolo “in meditazione”:
Ho scelto di degustarlo in silenzio, con calma,
lasciando che il vino si aprisse lentamente nel calice. E la sua evoluzione,
rispetto all’assaggio del 2023, è evidente.
Alla vista si presenta rosso rubino “sangue di
piccione”, ancora vivo e luminoso, con unghia granata che
racconta il tempo trascorso ma senza alcun segno di cedimento. Un colore che
parla di integrità e di lenta maturazione.
Il naso è un viaggio. Intenso, etereo,
elegantissimo.
Si apre con ciliegia Bigarrau matura, mora,
mirtillo, poi vira verso note più scure e profonde: sentori terrosi
di bosco, bacche di ginepro, datteri, cuoio, cioccolato
mentolato. La parte speziata è ricca e fine: pepe nero, noce
moscata, e una balsamicità che dona verticalità. La mineralità è
netta, quasi ferrosa, tipica del Nero di Troia ben lavorato.
È un bouquet ampio, stratificato, che oggi appare ancora più armonico e disteso rispetto all’assaggio di tre anni fa.
In bocca è freschissimo, sapido, glicerico,
con un equilibrio sorprendente. La corrispondenza naso-bocca è totale:
ritornano le spezie, la balsamicità, la mineralità. Il corpo è importante,
sostenuto da tannini nobili e setosi, ormai perfettamente integrati.
La persistenza è notevole, lunga, pulita,
con un finale che insiste sulle note speziate e minerali, quasi a voler
ribadire la sua identità territoriale.
Il Vigna Pedale 2016 oggi mostra una
maturità più consapevole: ha perso un po’ della rigidità giovanile e ha
guadagnato profondità, equilibrio e una finezza che lo rende un grande rosso
mediterraneo da meditazione. È un vino che non cerca di stupire con potenza, ma
con eleganza e autenticità.
La sua evoluzione in questi tre anni è stata
lineare e positiva: più armonia, più complessità, più setosità. Una conferma
del lavoro meticoloso di Torrevento e della straordinaria capacità del Nero di
Troia di invecchiare con grazia.
Questo vino si esprime al meglio con carni
rosse ricche di gusto, brasati, selvaggina, formaggi stagionati. Ma oggi,
con questa nuova finezza, è perfetto anche da solo, in un momento di quiete,
quando si ha voglia di ascoltare un vino che ha molto da raccontare.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.









