Benvenuti su VinoDegustando, dove il vino fatto di scelte, tempi e precisione.
Il cambiamento climatico riduce l’acidità
naturale delle uve, alterando freschezza e equilibrio dei vini. Nuove
fermentazioni con lieviti innovativi, guidate dal Lachancea
thermotolerans, permettono di recuperare tensione, stabilità e
identità aromatica, offrendo alle cantine strumenti moderni per affrontare
questa sfida globale.
La viticoltura contemporanea vive un momento di
trasformazione profonda. Le estati sempre più calde, le maturazioni accelerate
e le vendemmie anticipate stanno modificando radicalmente la composizione delle
uve. L’acidità naturale diminuisce, gli zuccheri aumentano, il pH sale. Il
risultato è un vino spesso più morbido, più caldo, meno teso. In questo
scenario, la cantina diventa un laboratorio di adattamento, dove la
fermentazione non è più solo un processo biologico, ma un vero strumento di resilienza
climatica.
Lachancea
thermotolerans: il lievito che restituisce freschezza
Tra i lieviti non convenzionali, Lachancea
thermotolerans è oggi il protagonista assoluto. La sua capacità unica di produrre
acido lattico durante la fermentazione alcolica permette di abbassare il pH
del mosto e aumentare l’acidità totale, restituendo al vino quella freschezza
che il clima caldo tende a cancellare.
Il suo impatto è duplice:
- Aumenta
l’acidità naturale, senza interventi correttivi.
- Migliora
la stabilità microbiologica, riducendo la necessità di solfiti.
Il vino fermentato con Lachancea mostra
profili aromatici più nitidi, note agrumate più vive, maggiore tensione
gustativa e una percezione alcolica più equilibrata. È una risposta elegante e
naturale a un problema sempre più diffuso.
Fermentazioni
sequenziali: la sinergia con Saccharomyces
La strategia più efficace è la fermentazione sequenziale:
Lachancea thermotolerans lavora nelle prime fasi, acidificando il mosto;
poi entra in scena Saccharomyces cerevisiae, che completa la
fermentazione alcolica. Questa sinergia permette di modulare l’acidità finale e
mantenere uno stile coerente con il vino desiderato.
È un approccio flessibile, adatto sia ai bianchi
aromatici sia ai rossi moderni, dove la freschezza è un elemento sempre più
ricercato.
Oltre
Lachancea: altri lieviti per affrontare il clima che cambia
Accanto al Lachancea thermotolerans, la
ricerca enologica ha identificato altri lieviti non‑Saccharomyces capaci
di migliorare equilibrio, aromaticità e stabilità dei vini in condizioni
climatiche difficili.
Torulaspora delbrueckii
Riduce la produzione di alcol e aumenta la
complessità aromatica. Perfetta per vini bianchi e rosati in zone calde, dove
l’eccesso di zuccheri rischia di sbilanciare il profilo gustativo.
Metschnikowia pulcherrima
Produce composti antiossidanti naturali,
proteggendo il mosto dall’ossidazione precoce. Favorisce la liberazione di
aromi varietali e migliora la brillantezza dei vini bianchi.
Pichia kluyveri
Specialista nella liberazione dei tioli
aromatici, responsabili di note tropicali e agrumate. Ideale per compensare
la perdita di freschezza olfattiva causata dalle alte temperature.
Starmerella bacillaris
Produce glicerolo e riduce la gradazione
alcolica, migliorando la rotondità del vino. Utile per bilanciare vini ottenuti
da uve sovramature o vendemmiate in anticipo.
Schizosaccharomyces pombe
Permette una gestione dinamica dell’acidità,
utile in annate irregolari. In combinazione con Lachancea, offre un
controllo fine del profilo acido.
Perché questi
lieviti sono così importanti oggi
Il cambiamento climatico non è solo una questione
di temperature: è una questione di identità del vino. La perdita di
acidità compromette:
- la
longevità,
- la
stabilità,
- la
precisione aromatica,
- la
riconoscibilità territoriale.
I lieviti innovativi permettono di recuperare ciò
che il clima sottrae, senza ricorrere a correzioni invasive. Sono strumenti
naturali, sostenibili, coerenti con una visione moderna della vinificazione.
Il futuro
della fermentazione è microbico
Le cantine che adottano questi lieviti stanno già
osservando:
- vini più
freschi e più equilibrati,
- maggiore
stabilità nel tempo,
- profili
aromatici più complessi,
- riduzione
dell’alcol percepito,
- minor uso
di solfiti.
La diversità microbica diventa una risorsa
preziosa, capace di trasformare la sfida climatica in un’opportunità di
innovazione.
Il futuro del vino passa quindi attraverso nuove
fermentazioni. Lachancea thermotolerans è oggi la risposta più efficace
contro le basse acidità, ma la sua forza cresce quando lavora insieme ad altri
lieviti innovativi. In un mondo che cambia, la freschezza non è più un dono del
clima: è il risultato dell’intelligenza enologica.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.








