sabato 5 febbraio 2022

Spumante Sanrose' Extra Brut Metodo Ancestrale 2016 - Terraquilia

Buona serata a tutti! 

A volte, nel percepito comune, sbagliando, si considerano alcune zone vitivinicole, come territori con produzioni qualitativamente inferiori di altre e invece anche qui si possono trovare delle realtà  aziendali più o meno piccole, di assoluta rilevanza qualitativa. Una di queste è sicuramente l'Azienda di cui oggi assaggeremo uno Spumante Metodo Ancestrale: stiamo parlando del Sanrose' Extra Brut Metodo Ancestrale 2016 prodotto dalla Società Agricola Terraquilia, sita a Guiglia in provincia di Modena

Uve Sangiovese in purezza, raccolte da vigneti impiantati circa 10 anni fa, esposti a Nord, ad un'altitudine di circa 480 mt. s.l.m.; i terreni sono di argilla nera con presenza di calastrino.                  

La vinificazione è in bianco, previa macerazione a freddo sulle fecce fini; sboccatura dopo circa 36-48 mesi di permanenza sui lieviti.

Alla vista è un bellissimo color rosa antico-salmonato pallido, con perlage molto sottile;

Al naso è elegantissimo, abbastanza intenso, con in primo piano profumi agrumati di pompelmo rosa e clementina, poi ribes e e fragolina di bosco, a seguire floreali di sambuco e fior di pesco, sentori minerali e tanta, tanta balsamicità e freschezza.

In bocca è freschissimo, sapido, glicerico, verticale e teso; si percepiscono tutti i profumi sentiti al naso e la componente alcolica glicerica gli dona corpo e rotondità. Le bollicine, molto sottili e ben integrate, conferiscono setosità all'assaggio; molto persistente con un finale freschissimo incentrato sulla balsamicità, mineralità e sulle note agrumate.

Ottimo spumante!

Complimenti a Francesco e a tutto lo staff di Terraquilia!

Buone degustazioni a tutti!

D. B.

sabato 8 gennaio 2022

Barbera d'Asti D.O.C.G. Superiore "La Pajassa" 2019

Il
Barbera
d’Asti
DOCG
superiore
viene
ottenuto
sia
da
un
vecchio
vigneto
impiantato
negli
anni
‘50,
sia
da
un
vigneto
più
recente.
Per
l’altitudine
e
la
tardività
fenologica
di
questa
varietà,
si
rende
necessario
un
diradamento
particolarmente
intenso
che
permette
di
ottenere
ogni
anno
il
meglio
dalla
produzione.
Le
uve
vengono
raccolte
e
immediatamente
pigiate
e
avviate
alla
fermenta
zione.
Dopo
una
lunga
macerazione
si
procede
alla
svinatura
e
alla
sfecciatura
del
vino
che
verrà
affinato
in
parte
in
acciaio
e
in
parte
in
barriques
per
almeno
un
anno.

Buonasera e buon week a voi, affezionati lettori di VinoDegustando!

Come tutti saprete, senza nulla togliere alle altre zone vitivinicole Italiane, il Piemonte è,  dal punto di vista enologico, una delle Regioni più importanti e maggiormente conosciuta nel mondo, infatti ogni anno è meta di tantissimi enoturisti esteri; dopo le Langhe, con i suoi famosissimi Barolo e Barbaresco, la zona forse maggiormente conosciuta è l'Astigiano. In questa zona uno dei vitigni rossi più diffusi è sicuramente "la Barbera o il Barbera".

Questa sera degusteremo proprio una Barbera d'Asti D.O.C.G. Superiore: precisamente La Pajassa 2019 prodotto dall'Azienda Agricola Borgo Moncalvo di Loazzolo.

Barbera in purezza, le cui uve vengono raccolte manualmente da vigneti in parte vecchi di 50 anni e in parte più giovani, posti a  400 mt. s.l.m. ed esposti a Sud; appena raccolte vengono pigiate e avviate alla fermentazione. Dopo una lunga macerazione si procede alla svinatura e alla sfecciatura del vino che poi viene messo a maturare e affina per almeno 12 mesi in tonneaux da 500 e 600 lt. e poi in bottiglia per almeno altri 6-8 mesi.

Alla vista è color rubino carico, abbastanza inpenetrante.

Al naso è intenso, elegante, vinoso, con note fruttate di ciliegia e lampone, minerali di grafite, sentori di sottobosco tra cui terra e foglie bagnate, bacche di sambuco e ginepro, speziati di pepe nero e per chiudere tanta balsamicita' che insieme all'acidità gli dona infinita freschezza.

In bocca è freschissimo, sapido, glicerico, rotondo ma nello stesso tempo teso e verticale, corrispondente al naso, con un corpo abbastanza imponente, con tannini nobili e setosi; molto persistente, armonico, con un finale in cui fuoriescono soprattutto le spezie e la balsamicita'.

Gran bella Barbera, che tra qualche anno si apprezzera' ancora di più!

Complimenti a papà Pierluigi e ai figli Andrea e Luca Elegir!!!!!

Buone degustazioni a tutti!

D.B

sabato 1 gennaio 2022

Amarone della Valpolicella D.O.C. Classico 2003 - Allegrini

Buona serata e felice 2022 a tutti!

Il vino di cui vi parlerò oggi, è uno di quelli assaggiati durante queste festività: si tratta dell'Amarone della Valpolicella D.O.C. Classico 2003 dell'Azienda Allegrini, realtà vitivinicola tra le più note della Valpolicella.

Ottenuto da uve autoctone di questa zona, tra cui Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella e Oseleta, provenienti da vigneti situati ad un'altitudine compresa tra i 180 e i 280 mt. s.l.m., impiantati in terreni per lo più calcarei, ricchi di scheletro e ben drenati, con sistema di allevamento a Pergola Trentina per i vecchi impianti con una densità di circa 3.000 ceppi/ha e Guyot semplice con una densità di circa 5.000 ceppi/ha per i nuovi. 
La vendemmia, effettuata con raccolta manuale e scelta di grappoli selezionati, si tiene nella terza settimana di settembre e il conseguente appassimento avviene in fruttaio con calo ponderale delle uve del 40-45%; la pigiatura, previa diraspatura delle uve, viene effettuata durante la prima quindicina di gennaio e la fermentazione si svolge in vasche di acciaio inox a temperatura controllata a 8-22°C 
per 25 giorni circa con rimontaggi giornalieri periodici. 
La maturazione è in barriques nuove per 18 mesi, massa per 7 mesi e affinamento in bottiglia per 14 mesi circa.

Alla vista è color rubino-granato con unghia granata;

al naso è intenso, elegante con un ampio bouquet in cui si percepiscono sentori di marasca sotto spirito, prugna disidratata, terra e foglie bagnate, pepe bianco, noce moscata, bacche di ginepro, cuoio, grafite e una buona dose di balsamicità, soprattutto eucalyptus.

In bocca è fresco, sapido, glicerico, coerente con quanto sentito al naso e leggermente "alcolico"; si percepisce però una certa "polverosità" che denota un inizio di decadimento strutturale e che determina, insieme alla percezione alcolica un po' eccessiva, poca armonia.
È comunque persistente, con un finale improntato sulla balsamicità, le spezie e le note terrose.

Al naso questa bottiglia la si poteva considerare eccezionale, purtroppo in bocca non si è confermata tale; ricordiamoci che il 2003 è stato un anno molto caldo e per di più questa bottiglia aveva un tappo "malconcio", infatti si è spezzato durante la stappatura. 
Peccato! 

Buone degustazioni a tutti!

D.B. 

mercoledì 8 dicembre 2021

Veneto I.G.T. Rosso Passito secco "Ai Volti San Lorenzo" 2016 - Corte Lenguin

Buonasera e buona festa dell'Immacolata a tutti!

Anche quest'anno, senza nemmeno essercene accorti, siamo quasi arrivati a Natale e il freddo, soprattutto in questi giorni incalza;  con queste temperature viene voglia di bere un buon vino rosso e allora oggi ne degusteremo uno. 

Ho scelto il Veneto I.G.T. Rosso Passito secco "Ai Volti San Lorenzo" 2016 prodotto da Corte Lenguin, una piccola realtà di San Pietro in Cariano in provincia di Verona.

Le uve utilizzate per questo vino sono le classiche autoctone di questo territorio, cioè Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella, provenienti da vigneti impiantati a circa 250 mt. s.l.m. su terreni calcareo-argillosi; la vendemmia, manuale, viene effetuata nella seconda decade di Settembre. La vinificazione, che inizia nei primi mesi dell'anno successivo alla vendemmia, dopo un periodo di appassimento in fruttaio su graticci, avviene a contatto con le bucce, con rimontaggi giornalieri; matura in botti di rovere e poi affina in bottiglia prima della commercializzazione.

Alla vista si presenta rosso rubino molto carico con unghia appena tendente al granato;

al naso è intenso, elegante, con un bouquet variegato che parte dalle note fruttate di ciliegia Bigarrau matura, mora, mirtillo a cui fanno seguito sentori di sottobosco quali terra, foglie secche, humus, e ancora bacche di ginepro e di mirto, pepe nero, cuoio, per chiudere con note balsamiche e minerali di grafite.

In bocca è freschissimo, sapido e, nonostante i suoi 16 gradi alcolici, risulta equilibrato ed armonico; corpo imponente, con tannini setosi e già abbastanza affinati ed integrati. Molto persistente con finale caratterizzato soprattutto dalle bacche, la grafite, il pepe nero e la balsamicità.

Da abbinare a piatti di carne molto conditi come brasato o piatti di selvaggina.

Forse non è in vino da grandi invecchiamenti, ma sicuramente siamo di fronte ad un ottimo vino con un rapporto qualità prezzo molto competitivo!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

venerdì 29 ottobre 2021

IL BONTA' - 17° Salone delle eccellenze enogastronomiche dei territori - Fiera di Cremona

Parte venerdì 29 Ottobre e termina lunedì 1 Novembre "IL BONTA'", 17° Salone delle eccellenze enogastronomiche dei territori, presso la Fiera di Cremona; manifestazione in cui i produttori enogastronomici, mettono in risalto la qualità dei propri prodotti artigianali.

Sono esposti e si possono assaggiare circa duemila prodotti che rappresentano il Made in Italy delle eccellenze territoriali di tutto il nostro bellissimo Paese: olio extravergine d'oliva, vino, formaggi, latticini, salumi, mostarde, marmellate, miele, birra e tanti, tanti ancora, per esprimere il meglio dell'enogastronomia italiana.

Durante la manifestazione si svolgeranno anche diversi incontri ed eventi che potranno attrarre l'attenzione di molti appassionati e curiosi; ogni anno oltre 30.000 visitatori partecipano a questa manifestazione per degustare fantastiche leccornie.

L'ingresso è gratuito, basta registrarsi compilando l'apposito form e scaricare il proprio titolo di accesso gratuito da: http://www.ilbonta.it/visitare/

Io parteciperò sicuramente e voi? Sono certo di sì.

Buon divertimento!

D.B.




domenica 17 ottobre 2021

Grechetto Gentile dell'Emilia I.G.P. "Il Nativo Ancestrale" 2018 - TerraQuilia

Buonasera agli affezionati lettori e non di VinoDegustando!

Questa sera continuiamo con la carrellata di vini prodotti dall'Azienda Terraquilia di Guiglia in provincia di Modena; siamo nella terra del Lambrusco, ma anche di altri vitigni Autoctoni tra cui il Pignoletto, detto anche Grechetto Gentile. 
Il vino in degustazione oggi è proprio un Metodo Ancestrale Nativo ottenuto con uve di questo vitigno e con un taglio di Trebbiano provenienti da vigneti situati a circa 500 mt. s.l.m.; rimane 36 mesi sui propri lieviti, dopo i quali viene sboccato  alla volèe.

Alla vista è paglierino con riflessi dorati, con una fitta trama di finissime bollicine; 

al naso è intenso, elegante e regala sensazioni  molto fresche, di origine floreale di forsizia e glicine, agrumate di lime e cedro, fruttate di pera Abate e frutto della passione; si percepiscono anche note minerali e di erba appena tagliata.

In bocca si ha subito la conferma di tutta la grande freschezza percepita al naso; è sapido, verticale, teso e le fini bollicine accarezzano delicatamente le papille gustative. E' abbastanza persistente e nel finale si esprime soprattutto con la florealità e la mineralità.

Da bere come aperitivo o abbinato con salumi grassi o anche al cotechino, perché la sua elevata acidità e le sue bollicine riescono a "sgrassare" bene la bocca.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

domenica 3 ottobre 2021

Barolo D.O.C.G. 2008 - Az. Agr. Barale

Buonasera a tutti gli amanti del vino!

Questa sera ci occupiamo di un vino prodotto in una delle zone enologiche italiane più famose: le Langhe. Come tutti saprete, è un comprensorio vitivinicolo molto vocato soprattutto per i vini rossi e il vitigno più importante presente in questo territorio è sicuramente il Nebbiolo; con questo vitigno si producono qui due vini rossi molto conosciuti nel mondo: Barolo D.O.C.G. e il Barbaresco D.O.C.G.

Il vino che degusteremo è proprio un Barolo D.O.C.G. e precisamente quello prodotto dall'Azienda Agricola F.lli Barale, annata 2008.

Nebbiolo in purezza proveniente dai vigneti Coste di Rose, Preda e Monrobiolo, situati nel Comune di Barolo; dopo la diraspatura e una soffice pigiatura delle uve, viene avviata la fermentazione con lieviti indigeni. La macerazione dura circa 30 giorni, con frequenti irrorazioni delle bucce.

Alla vista è color granato tendente al mattonato.

Al naso non è tanto intenso, ma elegante, con sentori di visciole sotto spirito, pepe bianco, potpourry di fiori secchi, arachidi tostate, foglie secche e terra bagnata oltre a note balsamiche mentolate e agrumate.

In bocca è sapido e fresco, con una percezione alcolica però un po' eccessiva che lo rende non perfettamente equilibrato; questa bottiglia comincia anche a denotare i primi cedimenti strutturali. Nonostante ciò, risulta abbastanza persistente, con un finale improntato principalmente sulle note balsamiche e quelle speziate.

È un Barolo di buona fattura, ma questa bottiglia, forse anche a causa del tappo non in ottime condizioni, per quanto dimostrato in bocca è stata come si suol dire "presa per i capelli" in quanto non poteva essere conservata ulteriormente. 

Meno male che l'abbiamo stappata!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.


domenica 26 settembre 2021

Bianco dell'Emilia I.G.P. Secco "Il Nativo Ancestrale XIII Luna" 2016 - TerraQuilia


 Buona serata a voi lettori di VinoDegustando!

Anche oggi siamo in "quel del Lambrusco" terra di Romagna, per assaggiare un altro vino prodotto dall'Azienda TerraQuilia: il Bianco dell'Emilia I.G.P. Secco "Il Nativo Ancestrale XIII Luna" 2016.

Si tratta di un vino frizzante ottenuto con uve Pignoletto e aggiunta di Trebbiano, imbottigliato ancora torbido nella prima fermentazione e sboccato alla volèe dopo 40 mesi di permanenza sui propri lieviti

Alla vista si presenta con un bellissimo color giallo paglierino dorato, molto carico, con riflessi ambrati e perlage non abbondante ma molto fine "a catenelle";

al naso è elegantissimo, intenso, minerale, balsamico, con sentori fruttati di mela renetta matura leggermente ossidata, fruttae esotica e pesca tabacchiera bianca, agrumati di cedro, floreali di rovere e sambuco.

In bocca è glicerico, denso, quasi "materico", teso e verticale con la parte agrumata e quella minerale-balsamica che donano tanta freschezza e le fini bollicine lo rendono "cremoso", accarezzando delicatamente le papille.

Da bere come aperitivo o abbinato a salumi o con piatti di pesce grasso come ad esempio l'anguilla, cucinata in maniera saporita.

Complimenti al produttore!!!!!!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.  

sabato 18 settembre 2021

Vino frizzante bio "Tresassi zero" 2019 - TerraQuilia


 Buonasera a tutti gli appassionati di vino!

Questa sera parleremo di un vino "particolare" prodotto nel "regno del Lambrusco", con un antico clone di Verdicchio di Guiglia e vinificato col Metodo Ancestrale Nativo, previa macerazione a freddo sulle fecce fini; imbottigliato durante la prima fermentazione e sboccato a la volèe dopo 12 mesi di affinamento sui lieviti.

Stiamo parlando del Vino frizzante bio  "Tresassi zero" 2019 prodotto da TerraQuilia.

Alla vista si presenta color paglierino molto carico;

al naso non è tanto intenso, ma elegante con sentori agrumati e freschi di lime e bergamotto, note floreali di forsizia, minerali di ruggine e tanta balsamicità.

In bocca è sapido e freschissimo, verticale, teso, quasi tagliente; al primo impatto con le papille, risalta principalmente l'aspetto agrumato, poi fuoriescono le note floreali, quelle minerali, la balsamicità e un leggero accenno erbaceo e di radice di liquirizia. Rimane in bocca molto a lungo in tutta la sua freschezza!

Buon prodotto, da bere come aperitivo o con spaghetti alle vongole o con pesce cucinato all'acqua pazza o comunque in modo delicato.

Buone degustazioni a tutti!

D.B.

martedì 14 settembre 2021

Salice Salentino Riserva D.O.C. "Sine Nomine" 2017 - Torrevento

Buonasera a tutti gli appassionati di vino!

L'Italia, come tutti sappiamo, ha la fortuna di essere il paese con il maggior numero di vitigni autoctoni; tra questi ci sono anche il Negroamaro e la Malvasia Nera, coltivati in Puglia, soprattutto in territorio salentino. 

Il vino di oggi è proprio ottenuto con questi due nobili vitigni: stiamo parlando del Salice Salentino Riserva D.O.C. "Sine Nomine" 2017 Prodotto dall'Azienda Torrevento. I vigneti sono impiantati a 50 mt. s.l.m. su suolo argilloso, di medio impasto, con sistema di allevamento ad alberello pugliese; la resa di uva è di 90 q.li/ha e l'uva viene vendemmiata nella seconda decade di settembre. La fermentazione si svolge con lunga macerazione e l'affinamento avviene in acciaio per 6 mesi, a cui seguono 12 mesi in botti grandi di rovere.

Alla vista è rosso rubino molto carico;

al naso è poco intenso ma molto elegante, con un bouquet molto ampio che va dai sentori di piccoli frutti come ciliegia Bigarrau, mora, mirtillo, bacche di ginepro e sambuco, di pepe nero e noce moscata, terra bagnata, humus e foglie secche, minerali di grafite e animali di cuoio.

In bocca è fresco, sapido, pieno, rotondo, con un corpo importante ma dai tannini setosi e ben integrati; quanto sentito al naso viene confermato appieno, con un centro bocca improntato sulla frutta e il finale sulle spezie, la mineralità e le bacche.

E' un vino che si fa bere e ribere......... e la bottiglia finisce troppo in fretta!

Buone degustazioni a tutti! 

D.B.