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Oggi vi parlerò di un argomento molto tecnico e attuale dell'enologia moderna: Affinamento sulle fecce, batonage, autolisi e impatto aromatico.
L’affinamento sulle fecce è una tecnica enologica raffinata, utilizzata per migliorare la qualità sensoriale e la stabilità dei vini, soprattutto bianchi e spumanti. Si basa sul contatto prolungato tra il vino e le fecce fini, ovvero i residui di lieviti e particelle solide che si depositano dopo la fermentazione alcolica. Questa pratica, se ben gestita, può trasformare un vino semplice in un prodotto complesso, elegante e longevo.
Cos’è
l’affinamento sulle fecce?
Le fecce fini sono composte principalmente da
cellule di lievito morte, frammenti di bucce e sostanze colloidali. Dopo la
fermentazione, il vino può essere lasciato in contatto con queste particelle
per settimane o mesi, evitando il travaso immediato. Il processo avviene in
contenitori di acciaio, cemento, vetroresina o legno, a seconda dello stile
desiderato.
Questa tecnica ha un effetto riduttivo,
cioè protegge il vino dall’ossigeno, favorendo la stabilità aromatica e la
resistenza all’ossidazione. È molto apprezzata per:
- aumentare
la complessità aromatica
- migliorare
la struttura e la rotondità
- prolungare
la vita del vino in bottiglia
Batonage: il
rimescolamento delle fecce
Il batonage è la pratica di rimescolare le
fecce fini nel vino, solitamente con una bacchetta o un’asta. Questo movimento
riattiva il contatto tra vino e lieviti, favorendo l’estrazione di composti
aromatici e testurizzanti. Il batonage può essere effettuato manualmente o
meccanicamente, con frequenza variabile: da settimanale a mensile, in base al
tipo di vino e alla filosofia del produttore.
I principali benefici del batonage sono:
- maggiore volume
e morbidezza al palato
- riduzione
del rischio di odori di riduzione
- incremento
della finezza gustativa
Nei vini bianchi, il batonage può donare una
sensazione cremosa e una struttura più piena, mentre nei rossi giovani può
attenuare l’astringenza e armonizzare i tannini.
Autolisi: il
rilascio dei composti nobili
Durante l’affinamento, le cellule di lievito
vanno incontro a autolisi, cioè si degradano spontaneamente rilasciando
sostanze preziose per il vino. Questo processo può durare da pochi mesi fino a
oltre un anno, a seconda delle condizioni di temperatura, pH e contenitore.
I principali composti rilasciati sono:
- mannoproteine:
migliorano la sensazione tattile e la stabilità colloidale
- peptidi e
aminoacidi: arricchiscono il gusto e la complessità
- glutatione
e steroli: proteggono il vino dall’ossidazione
L’autolisi è particolarmente importante nei vini
spumanti metodo classico, dove il contatto prolungato con i lieviti in
bottiglia è essenziale per lo sviluppo di aromi terziari e per la finezza della
bollicina.
Impatto
aromatico e sensoriale
Il contatto con le fecce modifica profondamente
il profilo aromatico del vino. I profumi evolvono da semplici note fruttate a
sentori più complessi e stratificati:
- note di
lievito, pane tostato, brioche
- sfumature
di nocciola, burro, crema
- sensazioni
minerali e salmastre
- note
floreali e agrumate più persistenti
Al palato, il vino risulta più rotondo, con una
maggiore persistenza e una sensazione tattile più morbida. L’acidità viene
bilanciata dalla struttura, e il finale si allunga con eleganza.

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