Buongiorno e buon weekend a tutti voi, amici appassionati di vino e
affezionati lettori di VinoDegustando.
Oggi vi porto di nuovo tra le colline Astigiane nella Cantina
Isolabella della Croce, una realtà che seguo sempre con grande piacere
e che, ogni volta, riesce a regalare emozioni nuove. Qui lavora l’amico Andrea Elegir, enologo attento e
sensibile, capace di dare forma a vini che parlano di territorio, tecnica
e passione. Ogni sua etichetta è
un racconto, un piccolo mondo che prende vita nel calice, e quella di oggi
merita davvero spazio e attenzione: il Piemonte D.O.C. Pinot Nero “Bricco del Falco” 2011.
Il “Bricco del Falco” è un Pinot Nero in purezza, frutto di una selezione attenta e di una gestione della vigna che punta alla piena maturazione del frutto. Le uve vengono raccolte a mano, diraspate e pigiate con delicatezza per preservare ogni sfumatura del vitigno. La prima fase della fermentazione avviene in vinificatori orizzontali, a temperatura controllata tra 24° e 26°C, con follature lente e misurate per estrarre solo ciò che serve. Quando il mosto raggiunge i 7–8 gradi alcolici, viene svinato e diviso in due percorsi distinti: una parte passa nel tino Vinooxygen, dove completa la fermentazione alcolica, svolge la malolattica e avvia la fase di affinamento; l’altra parte resta in acciaio fino al termine delle fermentazioni, per poi essere trasferita in barriques e tonneaux, così da arricchire ulteriormente il profilo del vino.
Un processo lungo, paziente, che permette al vino di sviluppare struttura, finezza e una complessità aromatica rara, frutto di scelte tecniche ponderate e di una visione chiara.
Nel calice il “Bricco del Falco” si presenta con un rosso granato fitto e luminoso, segno di un’evoluzione elegante e ben gestita. Il colore, profondo ma vivo, anticipa un
vino ricco di sfumature e pronto a raccontare la sua storia con calma e
precisione.
Il naso è intenso, elegante, austero e balsamico. Il bouquet è ampio e si apre con note fruttate di marasca sotto spirito e prugna disidratata. Seguono sentori speziati di noce moscata, pepe nero e chiodi di garofano, che si intrecciano con richiami dolci di vaniglia. La parte più profonda del profilo olfattivo richiama il sottobosco, con humus, foglie secche e bacche di sambuco. Poi emergono toni più scuri e avvolgenti: tabacco, cioccolato, cuoio. Il finale del bouquet è segnato da una chiara impronta minerale, con grafite e un lieve e iniziale accenno di goudron, tipico dei Pinot Nero più maturi e complessi, che aggiunge un tocco di fascino e profondità.
Un naso ricco, stratificato, che evolve nel tempo e invita a tornare più volte sul calice per cogliere ogni dettaglio.
In bocca il vino è freschissimo,
sapido, balsamico e verticale.
La struttura è piena, il corpo è imponente ma sempre elegante, sostenuto da
tannini nobili e setosi ancora in evoluzione. La corrispondenza
naso-bocca è impeccabile: ritornano le note fruttate, le spezie, la parte
terrosa e la mineralità che chiude il sorso. La persistenza è lunga, pulita,
con un finale che unisce balsamicità
e mineralità, lasciando una scia
fine e profonda che invita a un nuovo assaggio.
Un vino che mostra grande equilibrio e un
potenziale evolutivo ancora molto ampio. Una bottiglia che oggi emoziona, ma che nei prossimi anni potrà esprimere ancora più sfumature, ampliando il suo ventaglio aromatico e la sua eleganza naturale. Il “Bricco del Falco” si abbina in modo ideale a piatti di carne, ricchi di sapore, come carne alla brace, arrosti importanti o piatti di selvaggina.
La sua struttura e la sua complessità lo rendono perfetto per accompagnare cene intense e conviviali, dove il vino diventa parte del dialogo e della serata.
Un grande lavoro, Andrea. Chapeau!!!
Il “Bricco del Falco” è un Pinot Nero che merita attenzione, tempo e
rispetto. Un vino che racconta il Piemonte
con voce chiara e profonda, senza forzature, con la naturalezza di chi sa da
dove viene e dove vuole arrivare.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.

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