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Oggi vi porto in un viaggio affascinante tra i vitigni più rari della Campania; uve quasi scomparse che custodiscono storie antiche, profumi unici e un legame profondo con i territori che le hanno viste nascere. Sono nomi che pochi conoscono, ma che meritano attenzione: Coda di Volpe Nera, Casavecchia, Greco Muscio e Ginestra. Quattro identità diverse, quattro anime che raccontano la ricchezza nascosta della viticoltura campana.
Coda di Volpe Nera: è una variante a bacca nera del più noto vitigno bianco. Il suo nome deriva dalla forma del grappolo, lungo e pendente, simile alla coda di una volpe. È citata già da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, segno della sua presenza antichissima in Campania.
La sua zona storica comprende Vesuvio, Irpinia e Sannio, territori dove il suolo vulcanico ha sempre modellato il carattere delle uve.
Le sue caratteristiche ampelografiche sono nette: grappolo allungato, acino blu‑nero, buccia pruinosa. In cantina dà vini di medio corpo, con note di frutti rossi, buona freschezza e una mineralità vulcanica che bilancia la naturale bassa acidità del vitigno. Oggi è rarissima, presente solo in micro‑appezzamenti e collezioni sperimentali, ma rappresenta una delle testimonianze più preziose della storia viticola campana.
Casavecchia: è un vitigno a bacca nera autoctono della provincia di Caserta, legato a una delle storie più suggestive della viticoltura italiana. Si narra infatti che un vecchio ceppo, sopravvissuto alla fillossera, fu ritrovato vicino a un rudere chiamato “’a casa vecchia”. Da quel ceppo nacque il vitigno che oggi conosciamo.
La sua zona storica comprende Pontelatone, Formicola e Castel di Sasso, aree dove il Casavecchia ha trovato un equilibrio perfetto. La foglia è medio‑grande, il grappolo cilindrico e compatto, l’acino blu‑nero con puntinature evidenti.
Il vino è rubino, fruttato, speziato, con corpo medio e una sorprendente capacità di invecchiamento. È poco produttivo, ma proprio questa caratteristica gli permette di esprimere una complessità vigorosa, ideale per affinamenti in legno. Oggi è coltivato in pochi ettari ed è protagonista della DOC Casavecchia di Pontelatone, una delle denominazioni più identitarie della Campania.
Greco Muscio: chiamato anche Grecomusc’ o Roviello Bianco, è un vitigno a bacca bianca riscoperto in Irpinia, soprattutto nei comuni di Taurasi e Bonito. Il nome deriva dalla forma dell’acino: la buccia cresce in modo irregolare rispetto alla polpa, dando un aspetto “moscio”.
Il grappolo è medio, l’acino giallo‑verde, la buccia spessa e irregolare. Il vino è fresco, con acidità vivace, note di mela verde, fiori bianchi ed erbe aromatiche. È un vitigno salvato dall’oblio grazie al lavoro di Sandro Lonardo e dell’Università di Palermo, che nel 2003 ne hanno avviato il recupero. Oggi è iscritto al Registro Nazionale come Roviello e viene vinificato in purezza con risultati sorprendenti: un bianco autentico, territoriale, capace di raccontare l’anima più intima dell’Irpinia.
Ginestra: è un vitigno a bacca bianca coltivato quasi esclusivamente in Costiera Amalfitana, dove è conosciuto anche come Biancazita o Biancatenera. Il nome richiama il profumo floreale delle sue uve, simile alla pianta omonima che colora i pendii mediterranei.
La zona storica comprende Amalfi, Ravello, Tramonti e Furore, territori di viticoltura eroica, dove le vigne crescono su terrazze scolpite nella roccia. La foglia è medio‑grande, il grappolo conico e compatto, l’acino ellittico e verde. Il vino è aromatico, con sentori di agrumi, erbe mediterranee e una acidità brillante. Con il tempo sviluppa note minerali e leggere sfumature di idrocarburi, ricordando per eleganza alcuni Riesling. È iscritto al Registro dal 2005 ed è un vitigno complementare nella DOC Costa d’Amalfi, dove contribuisce a creare bianchi di grande finezza e longevità.
Questi quattro vitigni rappresentano un patrimonio unico, fatto di biodiversità, storia e identità. Recuperarli significa proteggere la memoria della Campania e dare nuova vita a vini che meritano di essere conosciuti e raccontati.
Buone Degustazioni a tutti!
D.B.









