Buongiorno e buon we a tutti gli appassionati di vino e
fedeli lettori di VinoDegustando!
Oggi vi porto nel cuore più autentico del Piemonte, tra colline morbide, borghi silenti e vigne che parlano di storia. Il vino della settimana è un ritorno gradito: il Moscato d’Asti DOCG “San Gròd” 2017 dell’Azienda Mario Torelli di Bubbio, già protagonista di un mio articolo dell’8 settembre 2025 dedicato al millesimo 2015.
Questa volta, però, il racconto si arricchisce di
un tassello in più: il nuovo percorso della denominazione Canelli DOCG,
riconosciuta ufficialmente dal 2023. Prima di questa data, il nome “Canelli”
era solo una sottozona del Moscato d’Asti DOCG. Eppure, molti produttori
avevano già intuito il potenziale di longevità del Moscato Bianco coltivato in
quest’area, tanto da proporre bottiglie “Vecchia Annata”, veri precursori di
ciò che oggi conosciamo come Canelli DOCG Riserva.
Tra questi pionieri spicca proprio l’Azienda
Agricola Mario Torelli, che conserva una verticale storica di Moscato
d’Asti Canelli dal 2002 fino ai giorni nostri. Una memoria liquida che racconta
l’evoluzione del vitigno, del territorio e della mano del produttore. Oggi ho scelto di degustare l’annata 2017, un millesimo che mostra
quanto questo vino sappia crescere nel tempo.
Il Moscato Bianco è uno dei vitigni più
antichi del Piemonte. Ama i terreni marnoso‑calcarei e trova la sua massima
espressione nei 51 Comuni delle province di Asti, Cuneo e Alessandria
che formano la DOCG Asti. Nel cuore di quest’area si estende la DOCG Canelli,
che abbraccia 17 piccoli comuni dove il Moscato Bianco raggiunge una
finezza aromatica e una tipicità difficili da replicare altrove.
È qui che la famiglia Torelli, da cinque
generazioni, trasforma queste uve nel Canelli DOCG Moscato “San Gròd”,
un vino che porta con sé un legame profondo con la tradizione locale. Il nome
richiama la chiesetta campestre dedicata a San Grato, protettore dalla
grandine, figura molto cara alla cultura rurale piemontese.
Il segreto del “San Gròd” affonda le radici nel
lavoro di Giovan Battista Croce, che nei primi anni del 1600 mise a
punto un metodo capace di preservare la dolcezza naturale dell’uva. La tecnica
consiste nel bloccare la fermentazione tramite filtrazioni ripetute e
l’uso del freddo. Il risultato è un vino che mantiene zuccheri naturali
e una gradazione alcolica bassa, intorno al 5% vol., senza
perdere freschezza e vivacità.
Questo approccio, perfezionato nei secoli dai
viticoltori dell’area di Canelli, permette di ottenere un vino unico al
mondo, ricco di aromi primari floreali e fruttati, sempre nitidi e
riconoscibili.
Un altro primato importante: nel 1992, il
“San Gròd” dell’Azienda Mario Torelli fu il primo vino in Italia
certificato come “ottenuto da uve da agricoltura biologica” secondo il Reg. CEE
2092/91, con autorizzazione n. T000001. Un traguardo che racconta una
filosofia produttiva coerente e lungimirante.
Ed eccoci al calice:
alla vista con un colore giallo
paglierino dorato, luminoso e bollicine sottili che ancora
dimostrano vitalità.
Al naso è intenso e sorprendente: una lieve nota ossidativa, del tutto coerente con l’età, apre la strada a profumi di albicocca disidratata, pesca matura, agrumi, camomilla e una scia di mineralità e balsamicità che dona profondità.
In bocca è una rivelazione: ancora fresco,
teso, armonico, con bollicine vive e setose. La corrispondenza con il naso è
impeccabile. La persistenza è lunga, elegante, con un finale che richiama la
parte minerale e floreale del vitigno.
Il “San Gròd” 2017 dimostra come il Moscato Bianco, quando nasce in un territorio vocato e viene lavorato con cura certosina, possa evolvere con grazia, mantenendo energia, finezza e identità. Un vino che racconta storia, territorio e visione. Un vino che vale la pena riscoprire, sorso dopo sorso.
Per le caratteristiche di questo vino, il modo migliore per gustarlo è sicuramente "la meditazione", tranquilli su un comodo divano, concentrandosi su di lui; volendo però lo si può anche apprezzare abbinato ad un ottimo strudel di mele o altri dolci carici di sapore.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.








