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Tra le colline più vocate del Piemonte, nel cuore dei Colli Tortonesi, ci sono vini capaci di raccontare il territorio con una spettacolare precisione. È il caso del Colli Tortonesi Timorasso Riserva San Leto 2021, etichetta firmata da Daniele Ricci, vignaiolo appassionato e autentico interprete del Timorasso.
Si tratta di un vino che conosco bene e che ho
avuto l’opportunità di degustare in diverse annate. Anche questa volta il San
Leto conferma una continuità qualitativa impressionante, dimostrando
come esperienza, sensibilità agronomica e rispetto per il territorio possano
tradursi in un vino dalla forte identità.
Il San Leto nasce da uve Timorasso in purezza,
provenienti dall’omonimo vigneto situato a Costa Vescovato, nei Colli
Tortonesi. L’appezzamento si estende per circa due ettari e si trova a
un’altitudine di circa 290 metri sul livello del mare.
Uno degli elementi distintivi di questa zona è
rappresentato dalle celebri marne tortoniane, suoli che conferiscono ai
vini tensione, profondità e una marcata impronta minerale. Le vigne, impiantate
tra il 1986 e il 1992, sono allevate a spalliera con filari disposti a
cavalcapoggio. La potatura Guyot, mantenuta su 5-6 gemme, e una resa contenuta
attorno ai 4.000 kg per ettaro, consentono di ottenere grappoli particolarmente
sani e concentrati.
Sono proprio queste condizioni a permettere al
Timorasso di esprimere il proprio carattere più autentico, regalando vini
complessi, longevi e ricchi di personalità.
Vinificazione
e affinamento: massima fedeltà al vitigno
La raccolta delle uve viene effettuata
manualmente nei primi giorni di ottobre, con un’attenta selezione dei grappoli
già in vigneto. Una scelta fondamentale per preservare l’identità del vitigno e
valorizzare il terroir di origine.
Dopo una pressatura soffice, la fermentazione
prende avvio grazie ai lieviti autoctoni. Il mosto rimane a contatto con le
bucce per circa dieci giorni con la tecnica del cappello sommerso, pratica che
consente di aumentare struttura, complessità e profondità aromatica.
Terminata la fermentazione, il vino affronta un
lungo percorso di maturazione. Il primo passaggio prevede dodici mesi di
affinamento in grandi botti di legno di acacia, materiale capace di
accompagnare il vino senza sovrastarne il carattere varietale. Successivamente
il San Leto riposa almeno per altri dodici mesi in bottiglia, tempo necessario
per raggiungere maggiore armonia ed equilibrio.
L’imbottigliamento avviene senza filtrazioni né
chiarifiche, una scelta coerente con la filosofia produttiva di Daniele Ricci e
finalizzata a preservare integralmente l’espressività del Timorasso.
Ma ora
diamogli la possibilità di esprimersi:
nel calice il vino si presenta con un colore giallo
orange intenso, brillante e luminoso, indice di una lavorazione che punta
sulla qualità.
L’esame olfattivo è ampio, raffinato e
particolarmente coinvolgente. Le prime percezioni richiamano il cedro maturo
e gli agrumi evoluti, seguite da note di miele, zenzero e pistilli di
zafferano. Con il passare dei minuti emergono sfumature più profonde che
ricordano il caramello, accompagnate da evidenti richiami minerali e
sensazioni solforose. Il quadro aromatico si completa con eleganti
accenti iodati e balsamici che contribuiscono a rendere il profilo
olfattivo dinamico e affascinante.
Al palato mostra immediatamente una straordinaria
freschezza. La marcata sapidità si integra perfettamente con una componente
glicerica ben presente che dona volume e rotondità. La
corrispondenza tra naso e bocca è eccellente, mentre equilibrio e armonia
accompagnano una progressione gustativa lunga e coerente. Il finale è
particolarmente coinvolgente: la balsamicità e la componente minerale ritornano
con decisione, lasciando una sensazione di grande freschezza e succosità. È uno
di quei vini che invitano naturalmente al sorso successivo grazie alla capacità
di coniugare complessità e bevibilità.
Assaggiare il Colli Tortonesi Timorasso
Riserva San Leto significa confrontarsi con una delle interpretazioni più
convincenti e particolari di questo straordinario vitigno piemontese. Annata
dopo annata, il lavoro di Daniele Ricci continua a esprimere una coerenza
stilistica rara, mantenendo intatta la capacità di emozionare.
Il San Leto 2021 è un vino profondo, territoriale
e autentico, capace di raccontare con estrema chiarezza le marne dei Colli
Tortonesi e il carattere unico del Timorasso. Un’etichetta che non mi ha mai
deluso e che ancora una volta conferma il talento di un vignaiolo appassionato,
che conosce perfettamente il proprio territorio.
Complimenti a Daniele Ricci: anche questa volta
il risultato è di altissimo livello. Un Timorasso di grande personalità,
destinato a lasciare il segno nel panorama dei grandi bianchi italiani.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.

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