sabato 30 maggio 2026

Colli Tortonesi D.O.C. Timorasso "Il Giallo di Costa" 2021 - Daniele Ricci

Pronti per una nuova degustazione? Bentornati su VinoDegustando!

Per il vino di oggi, ho voluto riassaggiare un'etichetta già pubblicata su VinoDegustando il 25 Gennaio 2025, per vedere se fosse evoluto e nel caso come: il Colli Tortonesi D.O.C. Timorasso "Il Giallo di Costa" 2021 prodotto dall'amico Daniele Ricci.

Il Timorasso è un vitigno che non si limita a crescere: interpreta. E quando incontra un territorio come Costa Vescovato, prende forma un vino che diventa racconto, memoria, energia. Il Colli Tortonesi D.O.C. Timorasso “Il Giallo di Costa” 2021 è esattamente questo: un bianco che sfida le regole, che abbraccia il tempo e che restituisce nel bicchiere la voce più autentica delle marne tortoniane.

San Leto: un ettaro che vale un mondo

Il vigneto San Leto, appena 1 ettaro, è un piccolo universo agricolo piantato tra il 1992 e il 1997. Le viti sono allevate a cavalcapoggio, una disposizione che segue la pendenza naturale del terreno e permette alle radici di affondare in profondità. L’altitudine è di 290 metri, perfetta per garantire escursioni termiche che scolpiscono aromi e struttura.

L’esposizione sud/sud-est regala luce piena al mattino e calore controllato nel pomeriggio. Il terreno è composto da marne tortoniane, una matrice geologica che ha reso celebre il Timorasso: ricca di minerali, drenante, capace di donare verticalità e tensione. Il portainnesto 420A completa il quadro, ideale per suoli calcarei e per gestire rese contenute.

La potatura è a Guyot, con 5–6 gemme, una scelta che privilegia la qualità. La resa è infatti bassissima: 4000 kg per ettaro, un dato che parla di concentrazione, cura e selezione.

La raccolta è avvenuta il 5 ottobre, rigorosamente a mano. Un gesto antico, che permette di scegliere solo i grappoli più sani, quelli capaci di affrontare un percorso di vinificazione complesso e affascinante. Il Timorasso non è un’uva docile: richiede attenzione, ascolto, pazienza. Ma quando lo si rispetta, restituisce vini che sembrano scolpiti nella pietra.

Una vinificazione che osa

“Il Giallo di Costa” nasce da una scelta radicale: 90 giorni di fermentazione sulle bucce in acciaio. Un tempo lunghissimo, che porta il vino verso una dimensione quasi “orange”, pur mantenendo la sua identità piemontese. La macerazione prolungata estrae aromi, tannini nobili, struttura e un colore che diventa firma.

Dopo la fermentazione, il vino riposa 7–8 mesi sulle fecce nobili, un affinamento che dona rotondità, complessità e una tessitura più ampia. Segue un lungo periodo di 24 mesi in bottiglia, necessario per armonizzare la potenza estrattiva con la finezza minerale.

Alla vista, “Il Giallo di Costa” è ambra/arancio, luminoso e brillante. Un colore che svelaa subito la lunga macerazione e la ricchezza del vitigno.

Il naso è intenso, elegantissimo, balsamico e minerale. Si apre con note di agrumi canditi, zenzero e pepe bianco, poi vira sulle note fruttate di mango maturo e quelle floreali di calendula

È un bouquet poliedrico, che evolve nel bicchiere e invita a un ascolto lento.

In bocca sorprende: nonostante i suoi 16%, è freschissimo, sapido, teso, verticale. La componente glicerica lo rende pieno e rotondo, ma senza mai perdere slancio. La corrispondenza con il naso è totale: ritorna la balsamicità, la mineralità, ritorna quella sensazione “pietrosa” che è la firma delle marne tortoniane. La persistenza è lunghissima, quasi meditativa.

“Il Giallo di Costa” 2021 è un Timorasso che unisce forza e finezza, tradizione e visione, territorio e profondità. Un vino che racconta Costa Vescovato con sincerità, che porta nel bicchiere la voce delle marne tortoniane e che dimostra perché il Timorasso è oggi uno dei vitigni più affascinanti del Piemonte.

Si abbina magnificamente a: piatti con funghi o tartufi, pesci saporiti e preparazioni ricche, formaggi stagionati e carni bianche, come ad esempio un coniglio stufato. Ma, come spesso accade con i vini identitari, dà il meglio anche da solo, sorseggiato in un momento di calma, quando si ha voglia di ascoltare un vino che parla.

Come avrete constatato, confrontando le due degustazioni, quella di oggi con quella del 25 Gennaio dell'anno scorso, sono quasi sovrapponibili: questo significa che "il Giallo di Costa 2021" ha ancora molta vita davanti.

Tantissimi complimetissimi Daniele!

Buone degustazioni a tutti!

D.B




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