sabato 16 maggio 2026

Colli Tortonesi D.O.C. Croatina "Montemirano" 2019 - Claudio Mariotto

Rieccoci sulle pagine di VinoDegustando, pronti per un nuovo viaggio nel calice.

La degustazione di oggi è rivolta ad una zona vitivinicola e ad un produttore che amo particolarmente e che non mi hanno mai deluso: sto parlando dei Colli Tortonesi e nello specifico di un vino del caro amico Claudio Mariotto, il Colli Tortonesi D.O.C. Croatina "Montemirano" 2019. 

Nasce da Croatina in purezza, coltivata su suoli calcareo‑argillosi che donano struttura, tensione e una mineralità incisiva. Le vigne sono gestite con un approccio rispettoso e coerente: niente concimi chimici, niente diserbanti, niente prodotti sistemici. Solo lavoro manuale, osservazione costante e una filosofia che mette al centro la vitalità del terreno e l’equilibrio della pianta. La potatura è Guyot, scelta che permette di controllare la vigoria e ottenere grappoli concentrati, capaci di esprimere al meglio il carattere del vitigno.

La vendemmia avviene tra fine settembre e inizio ottobre, quando le uve raggiungono una maturità piena ma conservano freschezza e acidità. È un momento delicato, che richiede attenzione e sensibilità. Mariotto lo interpreta con precisione, cogliendo l’attimo in cui la Croatina è pronta a dare il meglio.

La vinificazione segue una linea chiara e coerente con la filosofia aziendale. La pigiadiraspatura è soffice, pensata per non stressare le bucce. La macerazione dura 8–10 giorni, un tempo che permette di estrarre colore, tannino e aromi senza perdere finezza. La svinatura è delicata, rispettosa, pensata per mantenere integra la materia.

L’affinamento è un passaggio fondamentale: almeno 12 mesi in botti da 500 litri di primo passaggio, seguiti da almeno 6 mesi in bottiglia. È qui che il vino si distende, si affina, trova equilibrio. La Croatina, spesso considerata rustica, qui si fa elegante, profonda, quasi aristocratica.

Ma ora osserviamolo e ascoltiamolo:

Nel calice il Montemirano 2019 si presenta con un rosso rubino luminoso, con riflessi che sfumano verso il granato. È limpido, brillante, segno di una vinificazione attenta e di un affinamento ben condotto.

Al naso non cerca l’effetto immediato. È misurato, fine, stratificato. Le note di ciliegia sotto spirito, mirtillo, lampone e ribes si intrecciano con sentori di grafite, pepe bianco e nero, sottobosco, balsamicità, mineralità e un accenno erbaceo che dona freschezza. È un bouquet che cresce nel tempo, che si apre lentamente, che invita a tornare più volte sul bicchiere per coglierne le sfumature.

In bocca il vino è un piccolo capolavoro di equilibrio: freschissimo, sapido, rotondo, glicerico, armonico. La corrispondenza con il naso è impeccabile. Il sorso è pieno ma non pesante, ricco ma mai eccessivo. La persistenza è lunga, pulita, scandita da una chiusura balsamica e minerale che rimane impressa e invita a un nuovo assaggio.

Il Montemirano non è un vino immediato. È un rosso che ama il tempo, che si evolve, che cresce. La struttura, la freschezza e la trama tannica suggeriscono un potenziale evolutivo importante. La Croatina, quando è trattata con rispetto e ambizione, sa regalare emozioni sorprendenti, e questo vino ne è la prova concreta.

Il Montemirano 2019 di Claudio Mariotto è uno di quei vini che ti convincono a riconsiderare ciò che pensavi di sapere sulla Croatina. È un rosso che arriva con passo sicuro, senza rumore, ma con una presenza che si impone poco a poco, fino a diventare quasi magnetica. Se per abitudine o tradizione associ la Croatina ai vini vivaci, immediati, spesso utilizzati come base per il Bonarda frizzante, questo vino ti invita e convince a guardare oltre. Qui la Croatina non è comprimaria: è protagonista assoluta, trattata con la stessa cura e la stessa ambizione che si riservano ai grandi rossi da invecchiamento.

E’ un vino che racconta un territorio con sincerità, perché nasce dalla mano di un produttore che ha fatto della coerenza e della visione la sua firma ed è semplicemente un rosso che emoziona e lascia il segno.

La sua balsamicità e la sua mineralità lo rendono un compagno ideale per la cucina piemontese e per i piatti rustici della tradizione e la sua forza lo rende perfetto per piatti intensi e saporiti come brasati e stufati, carni rosse alla brace, cinghiale, lepre, selvaggina da piuma, formaggi stagionati ed erborinati, pasta al ragù, tajarin, agnolotti del plin.

Come sempre complimenti a Claudio!

Buone degustazioni a tutti!

D.B.



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