Carissimi fedeli lettori di VinoDegustando, buongiorno e buon we!
Per il vino di questa settimana torno con piacere
nei Colli Tortonesi, una terra che non smette mai di stupire me e chi ama i
bianchi di carattere, profondi, longevi. Durante l’ultima edizione di Derthona
2.0, tenutasi dal 28 al 30 marzo, ho avuto il privilegio di assaggiare
un’etichetta che merita davvero un racconto: il Colli Tortonesi DOC
Timorasso “Robinie del Magarotto” 2009 dell’Azienda Agricola La Castagna
di Spineto Scrivia, una piccola realtà familiare che custodisce con cura la
tradizione del Timorasso.
Siamo nel cuore dei Colli Tortonesi, in un
territorio che ha ritrovato nel Derthona la sua voce più autentica. Qui il
Timorasso non è solo un vitigno: è un modo di leggere il paesaggio, di
interpretare la materia, di dare forma a un’idea di vino che unisce forza,
eleganza e memoria.
“Robinie del Magarotto” nasce da uve Timorasso
100%, raccolte in vigneti situati nel Comune di Spineto Scrivia, con una
resa di 80 ql/ha . In vigna si lavora con grande rigore: diradamento
molto spinto, selezione accurata dei grappoli, vendemmia manuale nella
seconda decade di settembre. È una gestione che punta alla qualità
assoluta, alla concentrazione naturale, alla piena espressione del frutto.
La vinificazione segue una linea pulita e rispettosa. Le uve vengono sottoposte a 12 ore di macerazione sulle bucce, un passaggio che dona struttura e complessità aromatica. La fermentazione avviene in acciaio a 20°C, scelta che preserva la freschezza e la precisione del profilo varietale. L’affinamento è lungo e paziente: un anno in acciaio sulle fecce nobili, poi bottiglia e almeno sei mesi di riposo prima della commercializzazione .
È un percorso che parla di cura, di tempo, di
rispetto. E il risultato lo conferma.
Nel caso specifico si tratta di un assaggio che arriva da una bottiglia con diverse vendemmie alle spalle, un Timorasso che ha avuto modo di affinarsi a lungo e mostrare ora la complessità della sua maturità.
Ma ora osserviamolo e ascoltiamolo con tutta la cura che necessita.
Nel calice il 2009 si presenta con un giallo
oro carico, luminoso, quasi solare. È il colore che solo il Timorasso sa
regalare quando il tempo lo accarezza: un oro vivo, profondo, che anticipa la
ricchezza del sorso.
Il bouquet che si presenta al naso è un viaggio.
Intenso, elegante, ampio, etereo. Si apre con note agrumate di buccia di
cedro, fresche e vibranti, subito seguite da un cuore floreale di
calendula e camomilla. Poi arrivano le spezie: zenzero, pepe
bianco, tocchi sottili che danno ritmo e verticalità. La parte più calda e
avvolgente emerge con il miele d’acacia, mentre la chiusura vira verso
una balsamicità profonda e una nota idrocarburica che racconta
senza esitazioni la maturità del Timorasso.
È un naso che evolve nel bicchiere, che cambia
passo, che invita a tornare più volte per cogliere sfumature nuove.
Il sorso è una conferma. Freschezza, sapidità, glicericità: tre elementi che si intrecciano con naturalezza. L’equilibrio è impeccabile, la coerenza con il naso sorprende per precisione. La struttura è piena ma mai pesante, la progressione è continua, la persistenza davvero notevole. Il finale è balsamico, fresco, pulito, di quelli che invitano a un nuovo assaggio senza pensarci troppo. È un vino che sa essere complesso e profondo, senza perdere bevibilità e senza "tirarsela troppo".
“Robinie del Magarotto” 2009 è un Derthona che
parla con voce chiara. Racconta un territorio, una filosofia produttiva, un
vitigno che negli anni ha dimostrato di essere uno dei bianchi italiani più
longevi e sorprendenti. La Castagna firma un vino sincero, nitido, elegante,
capace di emozionare oggi come probabilmente avrebbe fatto dieci anni fa.
Un assaggio che lascia il segno. Chapeau!
Da abbinarsi a formaggi, salumi, risotti e carni bianche cucinate anche in modo saporito, quale ad esempio uno spezzatino di vitello con le verdure.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.

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