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Oggi vi porto in un angolo prezioso del nostro patrimonio viticolo, un mondo fatto di vitigni rari, antichi, quasi perduti, che raccontano la storia più autentica del Veneto. Quattro nomi che pochi conoscono, ma che custodiscono un valore enorme: Turchetta, Nera dei Baisi, Dorona di Venezia e Marzemina Bianca. Sono uve che parlano di memoria, di paesaggi, di famiglie che hanno salvato ceppi unici dall’oblio. Un viaggio affascinante tra biodiversità, tradizione e identità.
Turchetta: il rosso ritrovato della bassa padovana
Il Turchetta è un vitigno a bacca nera, raro e profondamente legato alla storia agricola del Veneto. Le fonti ampelografiche lo descrivono come un’uva antica, coltivata già nel XVI secolo e documentata con certezza nell’Ottocento. Oggi sopravvive grazie ai progetti di recupero avviati nei primi anni Duemila, soprattutto nella bassa padovana e nel Polesine.
Le sue caratteristiche ampelografiche sono nette: foglia pentagonale, grappolo medio, acino tondo, buccia blu‑nera molto pruinosa. È un vitigno rustico, vigoroso, capace di adattarsi bene ai terreni caldi della pianura.
Il profilo enologico è sorprendente: vini di buona struttura, colore intenso, frutto scuro, acidità viva e una naturale speziatura. In purezza mostra carattere e profondità; in blend con Raboso o Recantina aggiunge energia e freschezza. Un rosso antico che oggi torna protagonista nei progetti di valorizzazione degli autoctoni veneti.
Nera dei Baisi: il rosso segreto delle colline veronesi
La Nera dei Baisi è un vitigno a bacca nera rarissimo, quasi scomparso, legato alle zone collinari della provincia di Verona. Per decenni è sopravvissuto solo in vecchi filari familiari, custodito da contadini che ne hanno preservato l’identità. Oggi è presente in poche collezioni ampelografiche e in micro‑appezzamenti recuperati da piccoli produttori.
Le sue caratteristiche ampelografiche includono grappolo medio piramidale, acino sferico di colore blu‑nero, buccia spessa e foglia trilobata o pentalobata. È un’uva che racconta la rusticità dei rossi veronesi antichi.
Il vino che ne deriva ha colore intenso, buona acidità naturale, note di mora e prugna, tannino vivo ma mai duro, struttura media e grande bevibilità. È perfetta per vinificazioni leggere o per blend che puntano su freschezza e autenticità. Un vitigno che merita attenzione per il suo valore storico e per il suo potenziale nei vini territoriali.
Dorona di Venezia: l’oro della laguna
La Dorona di Venezia è una delle uve più affascinanti del Veneto: una bacca bianca rarissima, sopravvissuta nelle isole della laguna veneziana. Quasi estinta dopo l’alluvione del 1966, è stata recuperata grazie a progetti di tutela e oggi vive in pochi ettari tra Mazzorbo, Burano e Sant’Erasmo.
Le sue caratteristiche ampelografiche sono uniche: foglia grande, grappolo piramidale, acino giallo dorato, buccia spessa e pruinosa, polpa succosa con una lieve nota salmastra dovuta al terroir lagunare. Ama terreni sabbiosi e drenanti, resiste bene al vento e all’umidità, ma soffre la siccità estrema.
Il vino è strutturato, ricco, quasi “da rosso” per corpo e longevità. Note di frutta gialla, erbe lagunari, miele, fieno, agrumi maturi, con una mineralità salmastra che lo rende inconfondibile. Un bianco raro, prezioso, simbolo della viticoltura eroica della laguna.
Marzemina Bianca: la voce gentile dei colli veneti
La Marzemina Bianca è un vitigno a bacca bianca antico e raro, diffuso storicamente tra Vicenza, Padova e Treviso. Spesso confusa con altre varietà, possiede invece una sua identità precisa.
Ampelograficamente presenta foglia media pentagonale, grappolo piramidale, acino giallo‑verde con sfumature dorate e buccia sottile. Matura tra
fine estate e inizio autunno, con rese variabili e buona vigoria.
Il vino è fresco, leggero, con acidità vivace, profumi di mela, pera, pesca bianca, note floreali e una struttura agile. Ottima per spumanti artigianali, interessante in purezza, utile in blend per dare freschezza e profumo. Un bianco delicato, territoriale, che racconta la grazia dei vitigni minori veneti.
Buone degustazioni a tutti!
D.B.

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